Advertisement
News

Ricordi dalla Vogue Fashion’s Night Out

staff
18 settembre 2013

VFNO2013

Non sembrava possibile, e invece anche “la Milano in notte bianca” targata VFNO 2013 ha mostrato segni di lieve declino, aprendoci forse ancora una volta gli occhi su una crisi latente che sta accompagnando parecchi settori del quotidiano e non. La città, come negli anni passati, ha visto flussi consistenti di gente riversarsi nelle strade del centro e riempire con passi, sguardi e sorrisi le vie della moda. Gente semplice, vestita casual, scarpe basse e tanta voglia di camminare, osservare, estrapolare idee dalle vetrine, entrare in negozi normalmente “inavvicinabili”. Per chi è fashion victim, sicuramente un’occasione da non perdere per bersi un flute di spumante su divani vellutati tra le calzature spettacolari firmate Jimmy Choo, per acquistare a prezzi abbordabili i nail-stickers multicolor Missoni, o anche più banalmente per uscire dall’edicola con in mano l’ultimo numero di Vogue a un costo ridotto. Per chi non ama la moda… bhè, io dico sempre che guardarsi intorno, prendendo spunto dai maestri dell’haute-couture, può solo servire a migliorarsi!
Un po’ sotto tono le iniziative programmate, ripetitiva l’idea della donna-Dj set, l’orsetto da Miki House divertente ma leggermente fuori luogo per Via Sant’Andrea; piacevole invece la Coca Cola Zero offerta in varie postazioni e dissetante per gli stoici che hanno deciso di farsi una lunga passeggiata lungo l’affollatissimo corso Vittorio Emanuele, dove tra musica e Campari si respirava un’aria quasi dal sapore ancora estivo. Da Timberland in corso Matteotti splendido allestimento in cui si sono realizzate sul momento magliette con le stampe personalizzate, sgranocchiando popcorn accompagnati da fresca birra. Di classe Larusmiani con modelli viventi in vetrina; carina l’idea di Grant di posizionare un chioschetto di gelato artigianale per i clienti.
Una serata all’insegna del gusto, più che della moda. Non c’è da stupirsi se per strada non ci fossero fotografi: mancavano outfit trendy, mise originali, accessori stravaganti. Ma, nel complesso, una scusa in più per rallegrare la città e renderla sempre più viva.

Diletta Irace


Potrebbe interessarti anche