Letteratura

Rifugi

Marina Petruzio
10 ottobre 2015

Rifugi0

Di Emmanuelle Houdart per Logos edizioni, “Rifugi è un bel racconto su ciò che è casa e sul suo significato.

La prima casa, il primo luogo sicuro, sia per forma che per significato, è la pancia della mamma.

La mamma abitata ha una pancia tonda, tondo il seno e la postura delle braccia che cingono un bambino in divenire, in un abbraccio che di per sé è già un rifugio, un posto che ti fa sentire sicuro.

Tutto è rotondo in quest’albo, dal carattere pulito del testo senza grazie o sbavature, che consente alle o di essere dei perfetti cerchi e alle c dei mezzi, la cui parte mancante si percepisce speculare, alle illustrazioni tutte inscritte in un tondo.

Durante l’attesa è la casa che si prepara all’arrivo di un bambino, gli ambienti vengono sistemati con particolare cura affinché siano accoglienti, si creano dei luoghi nido, una morbida culla anche lei una casa a suo modo, dove non può accaderti niente di male. Spazi protetti e caldi angoli di camere, perché la casa è anche questo: un ponte tra il prima, nella pancia, e il dopo separato dalla mamma, ma in un altro rifugio dove tutte le pene sono consolate e c’è qualcuno che ti protegge.

La casa come luogo conosciuto, rifugio dal mondo quando il mondo ancora non si è in grado di affrontarlo, quel posto unico dove piano piano crescere e scoprirsi; palcoscenico delle nostre esperienze dove nello svolgersi delle pratiche quotidiane, nel gioco, nella creatività e nel linguaggio si forma la nostra identità, dove tutto quello che ci circonda lascerà un segno indelebile. Dalle superfici ai profumi, fino a quella tenda in salotto dove abitava – nascosto ai più – un mostro orribile che si sfidava passando, magari correndo vicino, sicuramente con un brivido per la schiena in un gioco tra realtà e finzione, dove i bambini riescono a cavarsela da soli senza la mano dell’adulto ma pur sempre in un rifugio domestico. Piccoli passi verso un esterno in attesa.

Un rifugio dal mondo e uno spazio per ritrovar se stessi in quell’età dove tutto appare avverso e dove trovare il proprio posto può non essere facile. Ed allora è lì che si torna, alla casa, a quello spazio, proprio nell’intimità della propria camera-rifugio dove gli oggetti, in quell’alternarsi di giochi infantili e simboli di uno status in via di acquisizione, che ci portiamo appresso e che rappresentano il nostro essere bambino ed un divenire adulto, rassicurano riportando l’equilibrio al centro.

In un rifugio si cresce e così nelle illustrazioni si arriva piccoli a far capolino da una culla alata, paffuti e felici, si passa attraverso i litigi e la sicura pace tra fratelli, i propri sogni e la vita in famiglia, la solitudine del divenire, gli amici e quel periodo di festa continua per poi incontrarsi ed appoggiare le valige.

Un rifugio è un giardino segreto dove rinascere, invecchiare e ricominciare in un movimento rotondo che si srotola col procedere della narrazione, sino ad arrivare all’ultima illustrazione dove, dopo aver consolato, perdonato, protetto, riparato, ristorato, si è pronti per uscire: per continuare a crescere dove l’adulto ci indicherà la strada, verso quel bosco, qui metaforicamente un orto con i suoi frutti, che tutti noi dobbiamo superare e vincere per imparare a crescere e continuare a crescere.

Rifugi
di ed illustrato da Emmanuelle Houdart
www.emmanuellehoudart.fr
Tradotto: Francesca Del Moro
Editore: Logos Edizioni
www.logosedizioni.it
Euro: 15,00
Età di lettura: dai 6 anni ai 99


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