Risoluzione Bologna: l’Erasmus post-laurea

staff
27 marzo 2012

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, un’importante risoluzione che rilancia il “Processo di Bologna”, ovvero gli accordi firmati nel 1999 dai ministri dell’istruzione. l’obiettivo è: introdurre un sistema di titoli accademici facilmente riconoscibili e comparabili (laurea triennale, specialistica e dottorato), promuovendo lo sviluppo di uno spazio europeo dell’istruzione superiore (Seis) senza barriere, che favorisca la mobilità degli studenti e lavoratori e che sia di interesse per i giovani dei Paesi terzi. Approvando questa risoluzione, il Parlamento chiede maggiori risorse e più partecipazione da parte delle istituzioni europee, università e Stati membri per raggiungere tali obiettivi che rientrano nel quadro della strategia Europa 2020. L’europarlamento invita, infatti, a rafforzare il sostegno al “Processo di Bologna”, in particolare per quanto concerne il riconoscimento reciproco dei titoli accademici, l’armonizzazione degli standard, la promozione della mobilità e l’eliminazione degli ostacoli amministrativi, in considerazione del fatto che mobilità degli studenti può favorire, in prospettiva, la mobilità professionale. In particolare, si invita l’Unione Europea ad applicare i rispettivi sistemi nazionali di certificazione della qualità e sostenere un maggiore coordinamento dell’istruzione e dei titoli di studio perché questo rappresenta una condizione preliminare per una maggiore occupazione e crescita in Europa. In tema di mobilità, il Parlamento europeo promuove quella dei docenti e rileva che il Processo di Bologna e il programma Erasmus hanno impresso un impulso alla mobilità degli studenti, potenziale contributo per rafforzare quella dei lavoratori. Per questo motivo è stata accolta con favore l’introduzione del programma Erasmus post-laurea e si chiede il rafforzamento dei servizi di Erasmus. Tra i punti più interessanti l’invito agli Stati membri a valutare la possibilità di promuovere un periodo di formazione obbligatorio da trascorrere in un’università di uno Stato membro diverso da quello di appartenenza dello studente.

 

Lara Comi ritiene rilevante il richiamo del Parlamento a fare attenzione al forte legame esistente tra il Processo di Bologna e la direttiva sulle qualifiche professionali, sottolineando la necessità di un coordinamento da parte della Commissione che sia assolutamente coerente con il Processo di Bologna. Perché non possiamo agire sulla semplificazione della mobilità professionale se prima non regoliamo i differenti iter formativi che rischiano di creare scorciatoie che si traducono in rendite di posizione.

 

da On. Laracomi newsletter 16.3.2012