Ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, entra in gioco l’Europa

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
23 giugno 2014

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L’Italia, si sa, è un paese di creativi, artisti e collezionisti. Ma ci sono alcune cose che in particolare riusciamo a collezionare molto bene in questo periodo: pessime figure e procedure di infrazione da parte dell’Ue. Ad oggi ne abbiamo ricevute ben 116, un vero record nazionale e non. Dopo l’infrazione sulla gestione dei rifiuti di Napoli e quella riguardante il trattamento degli immigrati nei centri di accoglienza (per citare le due “most popular”), ecco in arrivo quella sui ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione ai privati. Infatti l’Italia non solo non paga le imprese entro e non oltre i 60 giorni previsti, ma lo fa addirittura con ritardi in media di 170 giorni verso le imprese che forniscono loro beni e servizi e 210 giorni per quanto riguarda i lavori pubblici.

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Alcune “Pa”, inoltre, non applicano i giusti tassi di interesse per i pagamenti in mora (bensì inferiori), altre invece posticipano gli inizi dei lavori per ritardare i pagamenti alle imprese.

In media un imprenditore che non ha tutti i conti in regola viene facilmente bollato come evasore, frodatore o addirittura criminale. Ma quando avviene il contrario – quando è lo Stato a non pagare – cosa succede? Silenzio.

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Per fortuna l’Europa ci è, in parte, venuta incontro, inviando una lettera di messa in mora all’Italia, primo passo della procedura di infrazione, per chiedere spiegazioni. Alcuni urlano al complotto: sembra strano che il neo europarlamentare PDL Antonio Tajani, dimissionario da commissario europeo, decida poco prima di lasciare la carica di aprire una procedura di infrazione contro il governo italiano a guida PD.

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“È singolare e sorprendente che un commissario in scadenza, italiano, avvii una procedura d’infrazione”, sottolinea il sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, accusando Tajani di aver agito “per motivi politici, per dare l’immagine di un Paese che non ha messo a posto le cose”.

Sorprendente e incomprensibile“. Questo il commento del Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, affermando che “una cosa che questo governo ha fatto, e anche quello precedente, è stata quella di dare una decisa spinta” sul ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

Qualunque sia la realtà dei fatti, una cosa è certa: a rimetterci restano sempre gli italiani.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo