Arte

Ritrovamenti: una caserma romana sotto la metro C di Roma

Rita Cotilli
28 maggio 2016

Ancora una volta resti storici del passato riemergono dal sottosuolo, parlandoci di un tempo lontano, sepolto da secoli di stratificazione umana.  Si tratta dell’enorme caserma romana del II sec. d. C., venuta alla luce durante i lavori per la realizzazione della stazione Amba Aradam della metro C di Roma.

È una delle più importanti scoperte degli ultimi anni nella capitale, sia per l’estensione del ritrovamento che per lo stato di conservazione delle strutture.  Un’area di oltre 1700 mq su cui si snodano 39 vani distribuiti lungo un corridoio di cento metri di lunghezza.

Caserma ritrovata a Roma sotto a metro C, il cantiere

I resti sono emersi a 9 metri sotto l’attuale livello stradale, una profondità tale da impedire l’individuazione di possibili evidenze archeologiche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici moderni. È stato quindi necessario uno scavo estensivo che, iniziato a novembre 2015, ha portato alla scoperta di un castrum di età adrianea, di cui si ignorano attualmente le reali dimensioni.

Il tipo architettonico è quello caratteristico del mondo romano, costituito da corridoi paralleli su cui si affacciano gli alloggi dei militari e i vani di servizio, come le cucine e le latrine. Alcune stanze presentano pavimenti a mosaico con decorazioni geometriche ottenute con l’alternanza di tessere bianche e nere, mentre sulle pareti sono visibili intonaci semplicemente affrescati.

Dalle indagini archeologiche, l’edificio sembrerebbe essere stato abbandonato, spoliato dei materiali riutilizzabili, come le tubature in piombo, in parte rasato e infine interrato durante la costruzione delle Mura aureliane tra il 271 e il 275 d. C..

L’importanza della scoperta è dovuta anche alla posizione del ritrovamento: la caserma, infatti, si trova lungo le pendici meridionali del monte Celio, dove, in diversi periodi, sono stati rinvenuti i resti di altri castra, a conferma della connotazione militare di questa zona di Roma a partire dalla seconda metà del II sec. d. C. Un’ulteriore riprova sarebbe costituita da un frammento recentemente ritrovato della Forma Urbis – la grande pianta marmorea di Roma affissa da Settimio Severo nel Foro della Pace – che indica la presenza, in questa stessa zona, di una caserma non ancora identificata.

Italy Rome Metro Ruins

Il cantiere di Amba Aradam risulta fermo solo nell’area interessata dai ritrovamenti. Il soprintendente Francesco Prosperetti ha infatti assicurato che i lavori per la metro continueranno, valorizzando i resti nella loro interezza per poi restituirli al pubblico attraverso un’organizzazione funzionale degli spazi, volta a integrare lo straordinario patrimonio restituito dal sottosuolo con le infrastrutture della città moderna. Nascerà in questo modo un vero e proprio sito culturale di eccezionale interesse, che costituirà la prima “stazione archeologica” di Roma.


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