Letteratura

Rivelatore l’esordio di Manuele Madalon

staff
22 maggio 2011


Luendì 16 maggio, ultima giornata del XXIV Salone del Libro di Torino.
L’esordiente Manuele Madalon, puntuale alle 13 nella Sala Blu, sta per presentare la sua opera prima. C’è poca gente, come da aspettativa, ma tutto è in ordine: il programma online sul sito del Salone, la locandina appesa fuori, i comunicati stampa con biografia dell’autore e trama del libro.
Poco dopo arrivano anche i due relatori: lo scrittore Andrea Bajani e Nicola Gallino, responsabile della comunicazione della Fondazione per il libro, la musica e la cultura. Raccontano le particolari vicende editoriali del manoscritto di Madalon.
Classe 1980, Manuele è un ragazzo timido e introverso, per anni ha osservato e annotato in modo meticoloso le vite degli altri, affluite tutte nel suo romanzo. La grande passione per gli scrittori realisti, per i contemporanei statunitensi e per la sociologia lo hanno spinto a buttarsi nel mondo della narrativa. Strepitoso debutto, “L’implosione” ha da subito fatto parlare di sè: prima di trovare un posto sugli scaffali è circolato in fotocopie negli ambienti underground torinesi, fino a quando le neonate edizioni Armstrong non hanno deciso di pubblicarlo con una tiratura minima di 500 copie, subito andate a ruba.
Ma per farsi conoscere 500 copie non bastano, così Madalon ha spedito il romanzo ad alcuni dei personaggi ospiti del Salone. Per completare la promozione il giovane autore li ha intervistati personalmente chiedendo loro un commento.
Vittorio Sgarbi dopo qualche esitazione definisce l’ambientazione “misteriosa e sottile”; a Faletti è piaciuto un po’ “tutto l’insieme”; Lucia Annunziata afferma: “Ti ho confuso moltissimo con Culicchia, su Torino”; Giancarlo De Cataldo si dilunga parlando di “uno sguardo rivelatore sul mondo”, di una narrazione del tutto autentica, dell’evidente carattere di opera prima.
Insomma, un successo.
Peccato che il libro non esista e che tutta la trovata sia una bufala!
Scopriamo le carte: Madalon in realtà é Gabriele Madala, giornalista e studente del Master in giornalismo dell’università di Torino, che ha prestato il volto ad un progetto degli studenti di Ingegneria del Cinema. Assieme a Gallino e a Bajani, hanno ideato questo scherzo erudito creando un autore -ed un romanzo- fittizio, spacciandolo come nuova promessa dell’editoria.
In realtà nemmeno uno degli illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo ha ricevuto, nè tantomeno letto, il libro; il problema è che nessuno (o quasi) ha ammesso di non sapere di cosa si stesse parlando.
Questa piccola geniale burla che si è conclusa con la proiezione del video contenente le citazioni più clamorose, non è stata altro che un esperimento finalizzato a mostrare l’ipocrisia dilagante nel mondo editoriale. Per costruire una celebrità letteraria il punto essenziale non è il contenuto, ma il chiacchiericcio. Insomma: conta di più la promozione e la pubblicità che il libro in sè.
Andrea Bajani ha da subito confidato nella riuscita di questo sberleffo di denuncia: buffa ma dai risvolti drammatici, la “madalonizzazione” è un fenomeno sociale ormai dilagante, pervasivo. Viviamo “in un’Italia in cui nessuno ha voglia di imparare, ma se ti chiedo qualcosa tu devi sempre far finta di saperlo”.
Una pernacchia amara che, si spera, darà il via ad un’interessante riflessione.
Ecco il video “incriminante”: www.youtube.com/watch?v=yNX3JbqbliI

 

Virginia Grassi


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