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Motori

Roadster mania

Giorgio Merlino
6 marzo 2012

Perché le migliori case automobilistiche possono esporre una Roadster nei propri saloni e noi ne siamo ancora sprovvisti? Questa è la domanda che la Mini ha probabilmente dovuto porsi prima di portare avanti l’ampliamento della propria gamma con l’aggiunta del sesto modello.
Lanciando sul mercato la prima “due posti aperta” della sua storia e guadagnandosi ben presto il primato di automobile premium del suo tipo nel segmento delle vetture di piccola cilindrata, la Mini mette a tacere i maligni che l’avevamo denigrata dopo il carrozzone “Countryman”.
La nuova Mini Roadster è un vero gioiello e possiede tutte le carte in regola per raggiungere la vetta delle più vendute in categoria.
Motori quattro cilindri dell’ultima generazione, propulsori a benzina e diesel più potenti nel portafoglio motori Mini, tecnologia Mini TwinPower Turbo, efficienza garantita grazie alla tecnologia Minimalism e una vasta scelta in fatto di motorizzazioni: Mini Cooper SD Roadster da 105 kW/143 CV, Mini Cooper Roadster da 90 kW/122CV, Mini Cooper S Roadster da 135 kW/184 CV e l’insormontabile Mini John Cooper Work Roadster da 155kW/211CV.
Avete mai provato l’ebbrezza alla guida di un go-kart? Allora potrete ben immaginare cosa vi aspetta. Il nuovo bolide Mini promette proprio questa sensazione, in aggiunta ad un eccellente livello di sicurezza, garantito da alcune caratteristiche uniche e degne di nota: baricentro basso della vettura (tipico della Mini), carrozzeria ad elevata resistenza torsionale e ottimizzazione dell’aerodinamicità, servosterzo elettromeccanico con regolazione della stabilità di guida DSC (Dynamic Stability Control) di serie, modalità di trazione DTC incluso EDLC (Electronic Differential Lock Control) disponibile come optional e lo spoiler posteriore attivo che fuoriesce automaticamente a 80 km/h, abbastanza superfluo ma senza dubbio accattivante.
Ricordate infine il famigerato minimalismo degli interni e la desolazione di optional che la Mini ha sempre mantenuto affinché dominasse lo stile di guida piuttosto che l’agio? Bene, dimenticate tutto. La nuova Mini Roadster archivia la sua storica essenzialità a vantaggio di un’offerta ricchissima. E dice benvenuti ai colori e materiali per il rivestimento dei sedili, i pannelli interni delle porte, le modanature e Colour Lines realizzate appositamente per il nuovo modello in aggiunta ad un equipaggiamento di serie che non lascia nulla a desiderare: cerchi in lega maggiorati, volante sportivo di pelle con comandi multifunzione, cruise control, sensori di parcheggio, pacchetto luci e portaoggetti e il climatizzatore automatico per tutte le motorizzazioni ad eccezione della Cooper.
E perché la Roadster-mania contagi anche l’universo femminile, la Mini incorpora un’altra grande novità. Le donne al volante potranno persino abbinare la propria Roadster alla pochette del sabato sera grazie a “Carmina Campus”, un’edizione speciale e limitata di borse create sotto la direzione artistica di Ilaria Venturini Fendi. Elementi dei prototipi della nuova Mini Roadster sono stati abbinati a campioni di colori e altri materiali di scarto per creare borse firmate; simpatiche, innovative e belle, questo è sicuro. Forse un’idea un tantino azzardata, ma questo spetta solo a voi deciderlo.

 

Giorgio Merlino


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