Musica

Roméo et Juliette a Piacenza: immortale tragedia con un allestimento “alla moda”

staff
24 ottobre 2011


«Che significa “Montecchi”? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, sarebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.»

 

È così che Giulietta, nella celebre tragedia di Shakespeare, denuncia il suo distacco verso la lotta incessante fra due famiglie, la sua e quella del suo amato.
Il dramma, di ispirazione medievale e poi rivisitato da moltissimi artisti e scrittori di tutti i tempi, divenne un’opera lirica grazie al compositore francese Charles Gounod nella seconda metà del 1800. Un materiale stimolante per un artista ma anche insidioso, per l’esigenza di non tradire la matrice shakespeariana, che Gounod affrontò con entusiasmo e forte del successo ottenuto nel 1859 con il “Faust”, dando vita a una musica tanto semplice quanto raffinata.
Inizialmente concepita con i dialoghi parlati nella tradizione dell’opéra comique, Roméo et Juliette fu poi data con i recitativi musicati al Théâtre Lyrique di Parigi il 27 Aprile del 1867. I librettisti Barbier e Carrè approntarono un libretto per molti versi fedele al copione shakespeariano includendovi una “Ouverture-Prologo con coro” in cui quest’ultimo, come nella tragedia, annuncia il soggetto e compiange la sorte degli amanti.
La nota dominante dell’opera è incentrata su i due eroi dell’amore e si può considerare un unicum per l’eccezionale numero di duetti dove il compositore mostra grandi doti di espressione della dimensione intima. Il tutto è favorito da una dominante atmosfera notturna. È una musica che, possiamo dire, riempie di vita e sentimento la parola shakespeariana e rende estremamente delicato il tema dell’amore tragico. La carica di tensione cresce atto dopo atto e di questo Gounod era molto consapevole; in una lettera del 5 maggio 1865 scriveva “il primo atto finisce brillant (brillante), il secondo tendre e rêveur (tenero e sognante), il terzo animé e large (animato e ampio), con i duelli e la sentenza d’esilio di Roméo, il quarto dramatique, il quinto tragique… È una bella progressione”. L’opera è poi impregnata di un profondo senso religioso; ad esempio prima di morire, i due amanti, simbolo di innocenza, chiedono il perdono divino. La partitura è densa di richiami, in primis Gounod si rifà a Mozart di cui era ammiratore: ne apprezzava soprattutto il senso teatrale e la accattivante leggerezza.

 

L’allestimento al Teatro Municipale di Piacenza ha degli spunti interessanti e decisamente originali: riporta la tragedia ai giorni nostri e la immerge nel mondo della high society. Montecchi e Capuleti sono rinomati marchi di moda, rivali e in competizione per l’affermarsi sul mercato. Un mondo dove non c’è terreno fertile per l’amore. Nella scenografia di Nora Veneri l’elemento principale è la scalinata, simbolo della “tortuosa ascesa verso l’alto”, dove i colori fondamentali sono il bianco e il nero. Manichini, simbolo dell’illusione e del finto, piombano spesso sulla scena e raffigurano il mito che l’immaginario collettivo sostituisce alla realtà.
Alla guida dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna è un direttore esperto di musica francese: Yves Abel che tra i numerosi incarichi ricopre quello di Direttore Musicale dell’Opéra Français di New York, istituzione da lui stesso fondata nel 1988, al fine di rendere noto il repertorio operistico francese di più rara esecuzione. La regia innovativa sboccia da Manfred Schweigkofler, grande esperto di danza e musical, e nominato nel 2001 direttore della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium di Bolzano.
L’allestimento proviene dall’Opera di Philadelphia, a cui prende parte il Coro del Teatro Municipale diretto da Corrado Casati e nell’articolato cast si sottolinea la presenza dell’apprezzato tenore Paolo Fanale che ha affrontato con grande voce e interpretazione il ruolo di Roméo. Il soprano Monica Tarone si alternerà in quello di Juliette con Maria Rosaria Lopalco; al loro fianco interpreti rinomati come Andrea Concetti (Frère Laurent) e Massimiliano Gagliardo (Mercutio); e ancora: Annalisa Stroppa (Stéphano), Enrico Turco Le (Compte Capulet), Gianluca Bocchino (Tybalt), Gabriella Sborgi (Gertrude), Alessandro Nuccio (Paris), Graziano Dallavalle (Grégorio); coreografa e prima ballerina Lindsay Browning; maestro d’armi Charles Conwell.
Roméo et Juliett, dopo le repliche di Piacenza (21 e 23 ottobre), andrà in scena a Bolzano e a Modena.

 

Marcella Di Garbo


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