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Raw ice cream: ecco dove provare il gelato crudista

Riccardo Xavier Gusmano
3 luglio 2017


Ingredienti naturali, gusto autentico senza coloranti, glutine, latte e derivati. Aldilà di ogni moda legata al salutismo a tutti i costi, il valore aggiunto delle gelaterie Raw non risiede esclusivamente nella scelta delle materie prime e nella preparazione, ma anche (e soprattutto) nell’eccellenza del gusto che offre.

Evitando la cottura infatti, proprietà e nutrienti rimangono invariati e il gusto risalta al palato. Il gelato viene zuccherato con il cocco e gli anacardi permettono di amalgamare al meglio gli ingredienti.

Un’alternativa buona, naturale, leggera e salutare al gelato tradizionale. Il successo del raw ice cream è destinato a crescere anche se è ancora poco diffuso in Europa. Ne sentirete parlare presto, ma intanto, ecco a voi due indirizzi per assaggiarlo in Italia.

Il primo si trova a Roma, in via della Lega Lombarda 9. Vicinissimo alla movida universitaria di Piazza Bologna, Crudo e Mangiato si definisce come “La prima gelateria crudista d’Europa”.  Il gelato viene servito in vassoietti compostabili a base di amido di mais, in cui è possibile degustare fino a tre gusti. Per poterlo apprezzare al meglio bisogna eseguire attentamente un rituale: si parte bevendo un bicchiere d’acqua per pulire la bocca, si procede assaggiando un biscotto di fave di cacao non tostato per preparare il palato ed infine si è pronti ad assaggiare il raw ice-cream.

Ovviamente il gelato presentato in questo modo va degustato da seduti, con calma. Ed è per questo che il locale dispone di tavoli e sgabelli per sedersi. Grandezza ridotta ma cura dei dettagli anche nell’arredamento: dalla parete di muschio vero di fronte al bancone ai lampadari in rame passando per l’elemento cardine della gelateria, il legno.

Il secondo indirizzo da appuntarvi è Grezzo, in via Urbana 180, nel cuore del quartiere Monti, sempre nella Capitale. Qui il gelato viene servito in una coppetta classica, ma la possibilità di scelta si estende anche ai dolci e ai cioccolatini, ovviamente crudisti. La piccola bottega permette ai consumatori di degustare il cioccolato crudo artigianale, lavorato esclusivamente a temperature inferiori ai 42° per sprigionare il gusto autentico delle bacche di cacao che vengono essiccate al sole per diversi giorni dopo la fermentazione naturale.

Il piccolo rinomato locale romano ha permesso a Nicola Salvi e allo chef Vito Cortese di esportare il format anche al nord: da poco infatti, la cioccolateria vegana ha aperto una nuova sede a Torino. Il successo è assicurato.


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