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Saint Valery sur Somme, dove finisce la Francia c’è un mondo da scoprire

Carla Diamanti
7 aprile 2017

E poi ci sono quei momenti in cui vuoi allontanarti da tutto. Vi è mai capitato? Quando ti sembra di soffocare e sogni un posto in cui riprendere fiato, quando senti che intorno c’è troppa gente e vorresti stare da solo, quando le sollecitazioni ti stremano e cerchi il vuoto totale. A me è capitato. Una Travel Designer che si mette a cercare per sé stessa l’isola che non c’è? O almeno che sia vicina, insomma. A un paio d’ore da casa. Vinco la scommessa e la trovo. Trolley veloce e via.

Lascio Parigi e punto verso nord, in quell’angolo di Francia che si protende verso l’Inghilterra e da cui partono treni, auto e traghetti verso le famose bianche scogliere. Arrivo ed è buio, vedo solo le stelle, respiro l’odore del mare, percepisco il verde totale e sento il cinguettio degli uccelli. Pare che anche loro scelgano questo posto legato alla luna e alla sua capacità magnetica di attrarre e respingere che si rinnova ogni sei ore. Lo hanno scoperto molto tempo prima di me. Arrivano e si posano sui rami, sui prati, sull’acqua. Sono così tanti – e di tante specie – da influenzare persino le regole urbanistiche: nel parco dell’hotel in cui mi fermo le luci di sera sono soffuse proprio per non disturbare il volo e il riposo notturno degli uccelli.

Quando mi sveglio, l’indomani, nella cornice della finestra si disegna uno scorcio spettacolare. Fatto di dune di sabbia e di banchi di terra, di isole verdi e di piccole pozze d’acqua. Fra sei ore tutto sarà di nuovo ricoperto dall’acqua, le imbarcazioni all’ancora nei porti torneranno a galleggiare e quelle destinate alle visite riprenderanno le esplorazioni al largo della baia della Somme. Il nord della Francia non è nuovo al fenomeno delle maree, dei colori che mutano, degli scorci che cambiano con frequenza e regolarità. Qui però c’è una dimensione ulteriore, fatta di natura totale. Quando il mare sparisce di nuovo, indosso un paio di stivaloni di gomma e seguo la guida per tre ore alla scoperta di erbe commestibili e di una vita totalmente diversa. Quello che prima sembrava un orizzonte netto, disegnato dalle curve di sabbia, comincia a definirsi con l’aiuto dei suoi occhi esperti. Puntini neri che compaiono e scompaiono muovendosi nell’acqua, sagome allungate che prima si confondevano con la sabbia e che ora si muovono lasciando lunghe tracce, strani rumori che ora colgo e individuo. Sono in un posto magico, dove gli esseri umani lasciano il posto alla più grande colonia di foche di tutta la Francia. Cammino a bocca aperta, incantata, avanzo verso la foce della Somme e sento rinforzarsi il vento portato dal mare che ne annuncia il ritorno. Fra qualche ora tutto sarà di nuovo ricoperto dall’acqua, le foche riprenderanno a nuotare e a cacciare e io forse mi chiederò se non sia stato soltanto un sogno.

 

www.thetraveldesigner.it

 


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