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Musica

Salomè di Richard Strauss a Piacenza

staff
6 febbraio 2012


La Fondazione Teatri Piacenza ha presentato questo week end la Salomè di Richard Strauss, un nuovo allestimento per la regia di Manfred Schweigkofler e la bacchetta di Niksa Bareza. Data l’ampiezza della compagine orchestrale, così come prevede la partitura, sono impegnate due orchestre, la Haydn di Bolzano e Trento e la Regionale dell’Emilia Romagna, che in questa occasione si collocano sul palcoscenico dietro i cantanti con lo scopo di amalgamare voci e orchestra, ma nello stesso tempo offrendo nuove e interessanti soluzioni sceniche.
“Salomè”, tratta dall’omonimo poema di Oscar Wilde, richiama al suo interno elementi culturali caratteristici del Novecento: erotismo, edonismo, esotismo ed estetismo. Nell’anno del suo debutto (1905) fu immediatamente condannata dai critici conservatori per l’idea della sua decadenza morale, ma fu al tempo stesso lodata dagli ascoltatori più sensibili alle avanguardie. Si tratta infatti di un dramma dal contenuto estremamente scandaloso per la morale dell’epoca: la protagonista è divorata da una brama sensuale insaziabile, che la spinge all’omicidio e alla quale infine soccombe.
La musica fittissima ma anche piena di delicatezza, si serve della tecnica dei Letmotive, letteralmente “motivi conduttori”: temi musicale ricorrenti associato ad un personaggio, un sentimento, un luogo, un’idea o un oggetto, che qui paiono quasi dei commenti psicoanalitici alla vicenda. D’altra parte in Europa stavano subentrando concezioni e approfondimenti della realtà intima dell’essere umano, non dimentichiamo che cinque anni prima della messa in scena dell’opera Freud pubblicò i suoi primi studi.
A 107 anni dalla prima, “Salomè” ritorna per la seconda volta al Municipale di Piacenza in una produzione che gode della presenza di alcuni cantanti di fama come la piacentina Anna Maria Chiuri insieme a Scott MacAllister, Cristina Baggio e Samuel You (nel cast della prima) e alla regia di Manfred Schweigkofler già regista della precedente Elektra.
“La storia di Salomè corrisponde ad una vicenda della più recente e squallida attualità – dichiara il regista – dove sono protagonisti un vecchio sovrano potente, ricco e lussurioso, una moglie insoddisfatta e trascurata e una ragazza minorenne a cui il sovrano promette qualsiasi cosa. Pur di possederla è disposto a cedere anche la metà del proprio potere e delle proprie ricchezze, mettendo a repentaglio non solo il suo matrimonio ma anche lo Stato. Così s’innesca la tragedia che superando la vicenda biblica finisce per illustrare la pura cronaca quotidiana. Nel mondo dominato dalla corruzione, si leva una debole voce che esorta un cambio di coscienza e una conversione morale, ma il moralizzatore pagherà con la sua vita.”

 

Marcella Di Garbo


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