Design

Salone 2016: LuukGuida al Brera Design District

Giulia Bifronte
8 aprile 2016

Ormai alle porte della Design Week 2016 ci si chiede come selezionare gli eventi più interessanti tra tutti quelli proposti dal Fuori Salone i suoi diversi distretti. In questo articolo ci focalizzeremo sul Brera District: un quartiere vivo e denso di Showroom e Temporary Store di grandi marche del Design, tra cui Cappellini, Arflex, Valcucine, Del Tongo, Boffi, Novamobili
Per chi ha il tempo di visitare il distretto un’intera giornata si consiglia di “farsi trasportare dal flusso e dalla casualità di percorsi non stabiliti”, come propone Matteo Ragni nel nuovo Magazine online del Fuori Salone, mentre per chi ha i tempi ristretti ecco la nostra lista di brand imperdibili.
Non resta che continuare il conto alla rovescia!

  • Wall&decò, nel nuovissimo Showroom di via Solera Mantegazza 7, presenta la “Wallpaper Machine”: un’eccentrica macchina che grazie alla tecnologia del vapore trasforma l’elemento originale in carta da parati.

  • Il brand OKITE® debutta con nuove soluzioni per l’architettura di interni attraverso “Il Tempio di Archimede”, installazione artistica nello spazio di Corso Garibaldi 65, progettata dallo Studio Marco Piva, che mostra le infinite applicazioni del materiale in un tripudio di forme e di colori.

  • Per quanto riguarda la tecnologia, Tecno organizza l’evento “Connections, Connectors & Connectivity” avrà come tema principale quello della connessione e dei connettori. L’opera di Migliore+Servetto Architects all’interno dello showroom, una fitta rete di rosse linee di connessione spaziale esce ad abbracciare la piazza antistante e congiungendo i due Caselli, costruendo così flusso di energia che passa attraverso più di un kilometro di elastici rossi in tensione.

  • Consigliata vivamente la mostra “Cose, Case, Città” alla Galleria Antonio Colombo, doppia personale di Arduino Cantafora e Alessandro Mendini. L’esposizione raccoglie opere di vari periodi, che incarnano aspetti diversi, e perfino contrapposti, della cultura visiva postmoderna al confine tra arte e architettura.