Motori

Salutate Ducati perché ora è tutta tedesca

Giorgio Merlino
20 aprile 2012

L’acquisizione della Ducati da parte di Audi AG è ormai definitiva ed è soggetta solo all’approvazione dell’Antitrust.
La notizia si è colta come novità assoluta ma è solo il risultato di sei lunghi anni di trattative.
Nel 2006 Texas Pacific Group decide di abbandonare Borgo Panigale e Ferdinand Piëch, magnate del gruppo Volkswagen, si fa subito avanti ma viene anticipato da Investindustrial.
Sotto l’ala del nuovo Gruppo, Ducati avvia lo stesso anno un processo di globalizzazione che ha portato la società a espandersi in nuovi mercati in rapida crescita -oggi l’80% delle vendite Ducati avviene fuori dall’Italia- e i risultati si sono rivelati assai soddisfacenti: i ricavi di Ducati sono cresciuti dai € 305 milioni del 2006 ai € 480 milioni del 2011 e sotto la guida del management team, guidato dal CEO Gabriele Del Torchio, ha sviluppato la gamma di prodotti più entusiasmante e innovativa della propria storia, lanciando sul mercato 17 nuovi modelli tra cui la Multistrada 1200 nel 2010, la Diavel nel 2011 e la più recente Panigale superbike.
Durante tutto questo periodo, Piëch non ha però lasciato la presa e finalmente i suoi sforzi sono stati ripagati.
Andrea C. Bonomi, Presidente di Investindustrial ha commentato: Sono convinto che Audi si dimostrerà una nuova proprietà responsabile e capace, in grado di preservare le competenze tecnologiche dei dipendenti italiani dell’azienda per realizzare un ulteriore processo di crescita di Ducati. Il Gruppo ha una clientela fedele e in crescita, che sarà ben tutelata, grazie alla presenza globale e all’eccellenza tecnica di Audi e del gruppo Volkswagen.
Secondo indiscrezioni, la trattativa si è conclusa per 860 milioni di euro, inclusi i debiti che avevano raggiunto la soglia dei 200 milioni di euro.
Sembra che Audi abbia le idee chiare sul da farsi e grandi progetti in serbo per il marchio; forse saranno in grado di risollevare Ducati anche nell’ambito sportivo, dove, visti i risultati nella Moto GP, ne avrebbero sicuramente bisogno.

Giorgio Merlino


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