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Sanhistorie, un tesoro custodito in farmacia

staff
17 gennaio 2011


C’era una volta – e c’è ancora – una farmacia. Non una farmacia qualunque: la farmacia di famiglia dei Santini, farmacisti di generazione in generazione.
Silvia Monti Santini un giorno, mettendo ordine in cantina, ha scoperto una vecchia cassetta da ospedale da campo militare piena di oggetti che parlavano della storia della medicina e che avrebbero fatto una magnifica figura se fossero stati esposti come dei piccoli pezzi da museo.
Silvia, invece, ha visto in loro un tesoro da condividere con tutti e ha pensato di dar loro nuova vita inserendoli in gioielli e accessori a tiratura limitata.
Con la collaborazione della stilista Daniela Poletti Zino e dei ragazzi diversamente abili dell’Enaip nasce Sanhistoire (www.sanhistoire.it), una collezione di pezzi che fanno sognare: le etichette di preparati galenici diventano charms per collane e bracciali, le scatolette di vaselina e di cipria si trasformano in pendagli, le stampe dei prodotti più comuni negli anni Venti, come il Talco Borato vanno a posarsi sulle borse di tela, il logo che indica la pericolosità del veleno trova posto su graziosissimi miniabiti e shopping bag di carta da parati ed ecopelle.
I materiali usati sono in prevalenza vetro, canapa, rame e legno, perché Silvia in questa sua avventura creativa ha a cuore non solo il passato, ma anche il futuro, e si preoccupa dell’ecosostenibilità dei suoi prodotti.
Lo stand di Sanhistoire ha destato molto interesse nell’edizione appena conclusa di Pitti W, dove esponeva nella sezione Vintage for W, quindi di sicuro ne sentiremo parlare anche in seguito.

Irene Di Natale


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