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Sanremo 2015, il sempre peggio e l’abbastanza meglio della seconda serata

Elisabetta Pacifici
12 febbraio 2015

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Qualcosa nella seconda serata di Sanremo 2015 si è sciolto: Carlo Conti professionale ed estremamente preciso nei tempi è sorprendentemente più rilassato. Le vallette Emma e Arisa non hanno la stessa naturalezza del conduttore, e difatti leggono per tutta la serata nel gobbo anche per salutare il pubblico in sala, molto più spigliata e sorridente la spagnola Rocìo.

L’inizio della serata è stato caratterizzato dalla presenza delle nuove proposte che, di solito buttate lì a fine serata, quest’anno si sono sfidate come in un talent show ed almeno in questo c’è stata originalità con gli eccentrici Kutso.

Nel secondo duello vince il giovane cantautore Nigiotti , un piccolo Grignani in erba. La gara dei big inizia con il vulcano Nina Zilli, dorata e splendente canta “Sola”; il testo non convince molto ma il suo blues buca gli schermi. Ci voleva lo spigliato Joe Bastianich a deliziarci con la sua versione di “Quando” di Tony Renis – uno dei tanti ospiti senza senso della serata, così come la sua breve intervista sul cibo.

Il ruolo del superospite è stato dato a Biagio Antonacci che si è esibito banalmente in un medley. Più che per la voce ha stupito per il suo look privo di calzini, ma ha sorpreso dando il meglio di sè sul finale omaggiando Pino Daniele.

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La regina dell’Ariston è stata senza dubbio Charlize Theron, eterea avvolta in splendenti sorrisi anche davanti alle domande banali di Conti “Che donna sei? Che compagna sei? Che mamma sei?” .

Arriva anche l’omaggio a Mango, questa volta ballato e interpretato da una Rocìo commossa fino alle lacrime. L’ospite comico Pintus conferma il flop di Siani nella serata precedente. Lui se la ride da solo mentre il pubblico inizia a non poterne più e a voler arrivare alla voce e soprattutto all’intervista di Conchita Wurst.

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Dio benedica Rocco Tanica con la sua rassegna stampa che porta nelle case degli italiani quelle quattro risate di cuore che non fanno mai male.

E’ andata meglio di quella comica la grande area sportiva riservata agli ospiti, dal ciclista Vincenzo Nibali al calciatore Zanetti. E un’operazione promozionale, pure riuscita malaccio, ci voleva e allora arrivano sul palco dal nulla Luca Argentero e Claudio Amendola per il loro nuovo film in uscita.

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Finalmente sul palco la Drag Queen Conchita Wurst vincitrice dell’Eurofestival, una vera diva molto più femminile di Emma e più elegante di Arisa, canta alla perfezione e difende ad ogni costo la sua famosa barba.

Arrivano infine i verdetti della gara dei big: sono a rischio eliminazione Bianca Atzei senza una sua vera identità, un’imitazione della Ferreri che canta i Modà, Biggio e Mandelli identici a Cochi e Renato accompagnati dalla banda, la Tatangelo giovane anziana sempre molto vicina al genere di D’Alessio e sorprendentemente Moreno con una canzone che scorre senza pecche e uno smoking super elegante.

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Tra i migliori troviamo il giovanissimo Lorenzo Fragola, diretto ma ancora poco convincente, l’invecchiatissimo Raf riservato e poco preciso nell’intonazione, un successone per Il Volo con l’Ariston in delirio per le loro doti vocali, lo stesso Marco Masini di una volta che non ha cambiato neanche una virgola e Nina Zilli con il suo swing non troppo spumeggiante.

Anche la seconda serata ha faticato ad ingranare, concorrenti visti e rivisti, comici da ninna nanna e ospiti inseriti in modo forzato per riempire buchi di scena. Incrociamo le dita per la terza serata, sperando che sia meno soporifera.