Sanremo 2015, le peggiori gaffe e le migliori rievocazioni del passato

Elisabetta Pacifici
13 febbraio 2015

Sanremo Italian Song Festival 2015

La terza serata di Sanremo inizia con una gaffe di Conti che alza la mano della giovane proposta che ha perso, davvero strano per lui sempre così preciso. I due vincitori delle nuove proposte questa volta sono Amara, voce particolare e Giovanni Caccamo, già concorrente di Amici.

Ad introdurre la sfida dei big ci ha pensato un truccatissimo Federico Paciotti, cantando e suonando “E lucevan le stelle” di Puccini in chiave rock e opera. Per la serata nostalgia dedicata interamente alle cover di successi del passato, il primo a salire sul palco dell’Ariston è Raf, in un completo pieno di rose rosse che non lascia alcun dubbio su quale sarà la sua canzone. Rock come sempre, Irene Grandi interpreta Patty Pravo in modo lineare ma noioso. E’ la volta dello spumeggiante Moreno super elegante con una versione reggae di Celentano ed un finale rap tutto suo. Brava la Tatangelo con “Dio come ti amo”, perfettamente nelle sue corde.

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Il festival arriva davvero in alto con l’intervista a Samantha Cristoforetti dalla Stazione Spaziale internazionale che ci fa sorridere giocando senza sosta con il microfono che fluttua nell’aria, il momento più spettacolare della serata. Si riprende la gara con Biggio e Mandelli che interpretano, come già nella serata precedente, Cochi e Renato. Le mani dorate di Chiara ci fanno pensare subito a Caterina Caselli, la voce c’è e si sente. Stravagante la versione di Nesli di Mare Mare, ma ancora più stravagante la sua giacca luccicante. Infine ecco Nek, che in questo Sanremo non ne sbaglia una, con “Se telefonando” di Mina.

In questa serata le vallette hanno dato il peggio di loro, Emma sempre poco aggraziata d’oro vestita sbiascica parole incomprensibili, Arisa in confusione e claudicante consiglia a tutti gli italiani un anestetico ed infine Rocio (perché, c’era anche lei?).

Sanremo Italian Song Festival 2015

La satira è toccata a Luca e Paolo con un inedito in cui salutano, in modo poco appropriato, tutti i cantanti e personaggi scomparsi – voleva essere un’ironia mal riuscita sulla moda del RIP a tutti i costi. Leggeri e quasi impalpabili i Dear Jack con “Io che amo solo te”, finalmente Platinette nei suoi panni, nei quali è decisamente più disinvolta, con Grazia Di Michele ironiche a bordo di una decapottabile cantando “Alghero”.

Molto più costruita di Platinette entra sul palco piena di trasparenze Bianca Atzei che con uno sforzo enorme canta Tenco; intenso soprattutto nella stonatura Alex Britti con i Dik Dik.

Sanremo 2015

Ospite più comico che sportivo Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, che ha messo in imbarazzo Conti più degli Anania con l’accenno di “Vita spericolata” e la voglia di rimanere sul palco a fare show. Per questo Festival di ritorno al passato, quasi al passato remoto, non potevano mancare gli Spandau Ballet, una ventata dei recentissimi anni ’80 con i loro grandi successi. Il batterista sul finale, come fosse ad una sagra di paese, ha tirato fuori il telefono per fare al volo una foto al pubblico.

Continua la gara con Lorenzo Fragola che interpreta Ron senza alcun timore e con quel pizzico di semplicità che lo caratterizza, a riempire l’atmosfera di applausi ci hanno pensato Il Volo azzeccando anche la canzone, le loro voci con “Ancora” sono un successo assicurato. Esce fuori tutta la grinta di un’Annalisa precedentemente un po’ moscetta, ma questa canzone dei Matia Bazar forse la “sente” più sua di quella con cui gareggia. Da brividi Lara Fabian che interpretata Ornella Vanoni meglio della Vanoni stessa.

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Nel secondo siparietto, un pelino più ironico del primo, Luca e Paolo sono due sposi gay pieni di luoghi comuni e convinzioni. L’ultimo gruppo in gara inizia con Grignani, quello degli inizi, quello che nelle canzoni ci mette anima e non rabbia, canta Tenco. Nina Zilli vestita da stregone sorprende con “Se bruciasse la città”, la classe indiscussa di Malika Ayane risuona delicata in “Vivere” di Vasco. Ed infine un sempre malinconico Marco Masini interpreta e fa commuovere con Francesco Nuti.

Ed a mezzanotte passata – le gaffe non sono finite – ospiti internazionali i Saint Motel che hanno potuto cantare solo metà del loro successo My Tipe, sostituendo di continuo i microfoni rotti. La vittoria finale è stata di Nek al quale sono stati regalati dei garofani cover creati per l’occasione. Nella quarta serata proseguirà la gara, con la speranza di lasciare il passato al passato.