Interviste

Sàpopa: l’activewear diventa sartoriale

Martina D'Amelio
6 agosto 2015

Sport e fashion vanno a braccetto da tempo, ma si può essere davvero eleganti anche in palestra? Per i fondatori di Sàpopa, Piero Righetto e Maria Elena Ghisolfi, coniugare performance e sartorialità è una missione possibile: il segreto è il Tailored Actiwear. 

Una locuzione – ma anche un logo, rappresentato da un piccolo accento, lo stesso che compare nel nome Sàpopa – che rappresenta non solo un look fatto di ricerca e tecnica made in Italy, appositamente studiato per chi si allena, ma che punta anche all’eleganza e al gusto estetico. La due anime del nuovo brand, quella sportiva e quella fashion, sono pienamente rappresentate dai fondatori, Piero Righetto e Maria Elena Ghisolfi e dagli stilisti Maria Teresa Castelli e Gigi Vezzola. Il risultato è una prima collezione per la primavera-estate 2016 che pone l’accento sul movimento di chi segue sì lo stile, ma anche il proprio istinto, in palestra come nella vita.
Niente a che vedere con l’imperativo trendy delle capsule firmate dai big players dell’abbigliamento tecnico insieme ai designer di punta: il lato fashion di Sàpopa è alla base, fatto di colori vibranti, modelli innovativi (e brevettati) e soprattutto materiali di qualità. Se fino a oggi pensavate che la seta fosse un tessuto riservato agli abiti da sera, leggete quest’intervista.

Come nasce Sàpopa?
Sàpopa nasce come mix di due fattori: intuizione e provocazione. Dal punto di vista dell’intuizione, Sàpopa mira a colmare la mancanza nel mercato dell’activewear di un prodotto che risponda sia all’esigenza di performance durante l’attività fisica che alla richiesta di indossare un capo d’abbigliamento elegante dal punto di vista estetico. Il mercato dell’activewear infatti oggi presenta due grandi estremi: da un lato il super, iper tecnico (caratterizzato da colori noiosi, logiche di vestibilità assenti, un fit “stile robocop”), dall’altro le collaborazioni tra i soliti grandi player sportivi ed i designer di turno, da cui scaturiscono prodotti esteticamente forti e ricercati, ma che perdono completamente di credibilità nel momento in cui vengono utilizzati per fare attività fisica.
Sàpopa è il connubio reale e concreto tra questi due mondi. Per quanto riguarda la provocazione, la nostra è quella di rendere vincente in ambito mondiale un brand italiano di activewear puntando per primi sulla sartorialità del made in Italy e sulla continua ricerca e sviluppo di prodotto, mossi dalla forza della passione che nasce quando si crede in un grande progetto.
Ricordo che alla finale di Wimbledon 1980 si scontravano Borg vs McEnroe, uno sponsor by Fila, l’altro by Sergio Tacchini. Questi due brand Italiani allora erano la mecca della “coolness”.

Perché la scelta di questo nome?
Fin da piccolo ho avuto la passione dei testi antichi. Mi ha sempre emozionato il fatto di leggere qualcosa che è stato tramandato da una civiltà precedente alla nostra. È stato mio nonno Pietro ad accendere in me questa passione: ho ancora in mente il suo sguardo, i suoi occhi, il suo tono di voce, la sua gestualità mentre mi raccontava la storia di re Tolomeo che fece costruire la biblioteca di Alessandria.
Si narra che per ordine di questo re, tutte le navi che si fermavano nel porto dovevano essere perquisite dai soldati, che avevano il compito di confiscare tutti i libri trovati affinché venissero ricopiati e destinati ad arricchire la più grande opera di diffusione del sapere mai concepita. Si racconta che tutti gli altri beni preziosi (oro, gioielli) non venissero minimamente presi in considerazione: la preda più preziosa era il sapere. Fin da piccolo mio nonno mi ripeteva: “se due uomini sanno ognuno una cosa e la condividono, dopo, entrambi ne sanno due”. Il nome Sàpopa nasce da tutto ciò: da una passione, da un gioco, da miti e leggende, da un’abitudine e dalla continua ricerca della conoscenza. Da bambino mi imbattei in questo testo in cui con il termine Sàpopa veniva descritta la capacità dell’uomo di approcciarsi alla vita, alla quotidianità, al momento basandosi sul proprio istinto. Mi affascinò fin da subito il concetto di mettere in secondo piano la razionalità, il pensiero conoscitivo, l’elaborazione mentale delle nostre azioni, per invece guardare, osservare ed interagire con il mondo attraverso questa pura forza primordiale, una sorta di intelligenza emotiva. Sàpopa attraverso la sua collezione vuole essere una celebrazione dell’istinto come forza vitale: un abbraccio all’insaputo, una filosofia di vita.

Sàpopa è anche sinonimo di Tailored Activewear. Come siete riusciti a conciliare la sartorialità e l’eleganza con la praticità dello sportswear?
Abbiamo fin da subito voluto differenziarci dai competitors che si trovano oggi nel mondo sportivo. Questo lo abbiamo fatto ragionando sulla qualità del tessuto, sul dettaglio estetico e sul concetto di tailoring. La qualità del materiale è espressa dal made in Italy mentre il dettaglio di contenuto, la tecnicità di prodotto e la sartorialità sportiva sono nate dall’unione di due stilisti con profili differenti: una designer che viene dal mondo tecnico (brand come Castelli, Zero rh, Gore) ed un designer che viene dal mondo fashion (brand come Dolce e Gabbana, Alaïa, Samsonite, Pirelli).
La comunicazione e la contaminazione tra queste due realtà ha reso possibile la creazione di un prodotto activewear unico sia nel disegno che nella vestibilità, che risulta estremamente interessante anche se indossato in un ambito sociale in quanto si discosta dalle logiche presenti finora nel mercato. Il risultato è un activewear funzionale, di alto contenuto, che se portato in un contesto sociale attuale risulta estremamente interessante: Tailored Activewear, appunto. 

A chi è destinata la proposta Sàpopa?
Sàpopa è destinata all’individuo che vuole mettersi in gioco, a chi vuole scoprirsi secondo un punto di vista differente, a chi è stufo delle attuali offerte del mercato dell’activewear in quanto non si riconosce nei brand di settore, a chi non vuole dipendere, a chi non vuole seguire gli altri. I nostri capi mirano a conquistare una clientela con disponibilità economico medio-alta, che cerchi uno stile distintivo nel proprio abbigliamento sportivo sia per fedeltà al brand che per esigenza estetica, di un’età media compresa tra i 30 e i 50 anni, senza comunque escludere altre fasce. Con la prima collezione ci siamo focalizzati sulla linea donna, ma puntiamo anche ad ampliare in futuro la proposta dedicata all’uomo.

A cosa si ispira la Vostra prima collezione pensata per la primavera-estate 2016? Quali sono i capi di punta?
La nostra prima collezione s’ispira all’eleganza del movimento, alla libertà di espressione fisica e alla purezza trasmessa dai tessuti nobili. L’eleganza è protagonista grazie all’utilizzo di colori che provengono dal mondo della moda, allontanandosi dal filone sportivo che utilizza prevalentemente tonalità bright/ fluo. Tutti i capi di abbigliamento sono stati studiati per essere estremamente resistenti durante l’attività fisica nonché facilmente lavabili, quindi sia la nobiltà che la tecnicità dei tessuti utilizzati risultano intatte nel tempo. Tra i capi di punta della primavera-estate 2016 troviamo un nuovo concetto di leggings: si tratta del nostro Slegging (Sàpopa legging), una rilettura del capo che tutti conosciamo attraverso una forma unica. Un prodotto dal carattere distintivo estetico e di contenuto, a tal punto che abbiamo scelto di brevettarlo. L’eleganza del pizzo abbinato alla Lycra trattata emana® rende il tessuto estremamente morbido e piacevole al contatto sulla pelle. Top e tank invece sono realizzati per la maggior parte in seta, scelta inusuale per una collezione dall’anima sportiva: si tratta infatti di un materiale con grande proprietà di termoregolazione corporea, nonché estremamente comodo. Abbiamo applicato la seta ai nostri tank unendola all’anima tecnica del mesh jersey bioceramico, in modo da rendere il capo performante per l’attività’ fisica. 

Cosa c’è nel futuro di Sàpopa?
A livello retail, la nostra prima collezione sarà presente presso boutique e department store selezionati, come Beymen, uno dei maggiori department store della Turchia, Penelope in Italia e negozi upscale a Monaco e nel resto d’Europa. Con la seconda collezione puntiamo anche ai mercati di Stati Uniti, Asia e Giappone. Abbiamo in programma l’apertura di 10 retail stores in ambito internazionale nei prossimi 3 anni, che saranno presenti a Milano, Londra, Berlino, Amsterdam, Mosca, New York e Los Angeles.
Sàpopa vuole creare con i propri clienti un forte senso di appartenenza, coinvolgimento e challenge attraverso logiche comunicative di community applicate all’interno dei negozi stessi: il concetto della community di Sàpopa si differenzia dalla concorrenza dei grandi nomi presenti nel mercato perché non vuole essere una pura e semplice variabile di marketing, bensì creare una forte coesione tra un gruppo di persone con una stessa visone sociale, condividendo valori, passioni e modi di essere. L’obiettivo principale della community Sàpopa non è tanto quello di far incontrare persone per correre insieme o condividere una classe di yoga, ma per avere un’alternativa nell’affrontare con stile, tecnica e istinto la quotidianità.