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Kiki's choice

Sarà la rivincita dell’anti-Barbie?

Kiki
12 marzo 2014

copertina

Quante di noi sono cresciute giocando con le bambole più famose e glamour della storia?

Grandi occhioni da cerbiatta, sorriso sempre smagliante, lunghe gambe affusolate, pancia piatta ed una buona dosa di seno, che non guasta mai. Parlo ovviamente della bionda più famosa al mondo, Barbie.

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Quella che nel tempo è divenuta la wasp icon per eccellenza ha spento proprio lo scorso 9 marzo ben 55 candeline: Barbara Stefania Roberts – Barbie per gli amici- è stata infatti creata nel 1959 a partire da un’idea di Ruth Handler.

Da allora l’abbiamo vista nei panni di infermiera, hostess, ballerina, stilista di moda, sulla sua decappottabile  rosa  shocking e in una villa favolosa, con tanto di piscina e ascensore! In questa vita patinata tutta risate e leggerezza cosa potrebbe mancare? Forse un po’ di sana realtà, un pizzico di normalità…Troppa perfezione infastidisce, non credete?

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Le controversie che hanno colpito la biondissima nel corso del tempo si sono sprecate – e probabilmente non a torto. Una delle critiche più frequenti è stata quella di veicolare un’immagine della donna ben poco realistica, che spingerebbe le più piccole verso un canone estetico errato. Per non parlare poi del modello di vita proposto, che spegnerebbe i sogni di carriera delle bambine che ci giocano: basti pensare che nel 1992 una delle tante frasi di un particolare modello di Barbie era “La matematica è difficile!”

Ultimo ma non ultimo, Barbie è veramente un concentrato di sessismo: quello per cui i giocattoli per bambine sono tutti rosa e a cuoricini, mentre quelli per i maschietti coetanei tutti incentrati su una precoce fiera del testosterone…

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Ora, senza stare a demonizzare troppo quello che è un bellissimo ricordo della mia infanzia – come a quanto pare ha fatto Mariel Calyton, che nelle sue fotografie ha ritratto una Barbie serial killer, una sociopatica mossa da terrificanti impulsi omicidi: politicamente scorretto, ma divertentissimo e ricco di spunti di riflessione – dicevo, senza demonizzare troppo io credo che forse bisognerebbe farsi qualche domanda.

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A questo proposito, sono stata molto colpita da una notizia di pochi giorni fa: la creazione di una vera e propria anti-Barbie.

Qualche chilo di troppo, altezza media, occhi e capelli castani, scarpe da ginnastica bianche, camicetta e pantaloncini jeans: ecco arrivare Lammily, la nuova bambola modellata sulla figura delle donne normali. Ad idearla è stato l’artista Nickolay Lamm che, dopo diversi progetti dedicati all’immagine del corpo umano, ha deciso di usare come misure quelle del corpo di una donna media, fornite dai Centers for Disease Control statunitensi.

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Al  motto di “Average is beautiful”, “La normalità è bella”, questa bambola vuole combattere l’ideale di bellezza irraggiungibile portata avanti da Barbie, offrendo alle bambine un’immagine più realistica e meno sessualizzata del corpo femminile.

Lammily sarà prodotta grazie a un progetto “crowd sourced”, cioè finanziato attraverso la rete, e chissà che non venga ben presto commercializzata anche nei negozi di giocattoli…

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Insomma, l’anti-Barbie avrà la meglio? Voi cosa ne pensate?

La vostra Kiki


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