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“Savage Beauty”

Alice Signori
21 aprile 2015

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C’è un’ulteriore ragione per passare da Londra di questi tempi. Non solo il fascino della metropoli più viva d’Europa, i giardini in fiore o la nascita del nuovo pargolo reale: è il V&A (Victoria & Albert museum) che vi farà battere il cuore. On stage fino al 2 Agosto la mostra dedicata ad Alexander McQueen, lo stilista Londinese nato nell’est side e poi finito a studiare nella più prestigiosa scuola di moda della città (Central Saint Martins). “Savage Beauty” racconta, in un setting degno di un film, o per meglio dire delle sfilate-show create dallo stilista, di un mondo complicato, contraddittorio e spesso selvaggio, un mondo fonte di ispirazione infinita per un personaggio decisamente fuori dalle righe. La mostra è divisa per aree tematiche e descrive, collezione dopo collezione, la ricerca e l’alta sartorialità che ha contraddistinto Alexander.

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Dai pantaloni “bumpers”, così chiamati per il taglio vita estremamente basso, all’iconico tartan, fino ai copricapi decisamente originali con cui McQueen amava far sfilare le sue modelle. Come dice lui stesso, bisogna conoscere molto bene le regole per poterle sorpassare. Ed è in questo che i suoi capi diventano iconici capolavori: abiti di piume d’oca o di pavone, seta intrecciata a vello umano, teste di coccodrillo o d’uccello sono feticci rinchiusi in un capo che altro non è se non un concentrato di perfezione.
Alexander ha passato la vita ad esaltare il corpo femminile: proprio nel suo anticonformismo è stato un romantico scrittore di un mondo che non c’è ed un femminista convinto, per il quale l’abito non deve adornare o abbellire una graziosa bambolina, ma tirare fuori la grinta e la determinazione della donna. “Voglio rendere le donne potenti. Voglio che le persone siano spaventate dalle donne che vesto”. Impossibile sottolinearlo in maniera più efficace.


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