Musica

Sbirciando verso Parigi

staff
16 maggio 2011


Il “mal di Parigi” è un pericoloso morbo che colpisce la maggior parte di coloro che, almeno una volta nella vita, hanno avuto la fortuna di approdare nella capitale francese e di bearsi fra le meraviglie che la città offre.
Fra i luoghi che più fanno breccia, il posto d’onore va assegnato senz’altro al Palais Garnier, ovvero la sede storica dell’Opéra di Parigi.
L’Opéra risale, in quanto istituzione, al periodo del Re Sole. Louis XIV, infatti, la istituì sotto il nome di Académie Royale de Musique nel 1669. Da allora sono esistite diverse sedi fino a che l’attuale Palais Garnier non venne inaugurato nel 1875, diventando simbolo del rinnovamento urbano voluto dal prefetto di Napoleone III, il barone Haussmann. L’architetto Charles Garnier realizzò un luogo incantato, sospeso fra tardo barocco, stile impero ed eclettismo costruttivo, creando così uno dei teatri più sontuosi e ricchi al mondo. Entrare nel palazzo equivale ad avere una macchina del tempo e ritrovarsi nel tardo ‘800 col naso per aria, stupiti dalle molte meraviglie custodite in questo tempio. Si viene riportati alla realtà solo quando ci si affaccia nella sala spettacolare e, alzando la testa, si ammira il soffitto multicolore dipinto da Chagall negli anni ’60. Lungi dall’essere elemento di stonatura stilistica, l’affresco moderno si integra in una strana armonia con il resto della sala, quasi a voler simboleggiare il tentativo di una comunione fra le arti.
Meno illuminata dal fascino storico artistico, ma altrettanto dirompente dal punto di vista architettonico, è la seconda sede dell’Opéra di Parigi, inaugurata nel 1989: l’Opéra Bastille. Progettata dall’architetto Carlos Ott, con più di 3000 posti, è il teatro più grande d’Europa e il secondo nel mondo dopo il Met di New York. Ciò che più colpisce è sicuramente la facciata realizzata in vetro e acciaio che fronteggia la sterminata Place de la Bastille nel XII arrondissement.
Con la creazione di questa seconda grande casa della musica e delle arti, il cartellone parigino promosso dall’Opéra si è ulteriormente esteso e arricchito di appuntamenti imperdibili. L’offerta fra i due teatri si è quindi differenziata: il Palais Garnier è divenuto il principale palcoscenico della danza (ricordiamo che l’accademia di danza dell’Opéra è la più antica del mondo occidentale) e delle opere barocche, mentre l’Opéra Bastille si riserva la messa in scena della lirica e dei concerti sinfonici. Questo garantisce una stagione fra le più intense e rinomate nel mondo, coerentemente con la missione dell’istituzione, che è quella di “rendere accessibile al maggior numero di pubblico possibile le opere del patrimonio lirico e coreografico, favorire la creazione di opere contemporanee e contribuire alla formazione degli artisti del teatro musicale”.
Segnalo gli appuntamenti del prossimo mese, nel caso in cui qualcuno di voi avesse la possibilità di concedersi un dono musicale e spettacolare.

 

Al Palais Garnier:
25 Maggio – 7 Giugno “Rain”: balletto della coreografa contemporanea Anne Teresa De Keermaeker con le musiche di Steve Reich, le scene di Jan Versweyled e i costumi del rinomato stilista Dries Van Noten.

 

All’ Opéra Bastille (comprendente 2 sale oltre quella principale):
20 Maggio “Hommage à Gustav Mahler”: recital della pluripremiata cantante inglese Ann Murray, che in occasione del centenario della morte di Mahler, si esibirà nell Amphithéatre Bastille con un programma di lieder che spazia da Purcell a Britten e da Mahler a Brahms.

 

13 Maggio – 2 Giugno “Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart nella leggendaria messinscena di Giorgio Strehler, con le scene e i costumi di Ezio Frigerio e la direzione musicale di Dan Ettinger. Sul palco i cantanti mozartiani più quotati del momento fra cui Christopher Maltman, Julia Kleiter e Erwin Schrott.

 

3 – 30 Giugno “Il crepuscolo degli dei” di Richard Wagner, nuovo allestimento prodotto dall’ Opéra con la regia di Gunter Kramer e la direzione di Philippe Jordan, il primo dal 1957.

 

Eva Marti


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