Scandalo vacanze pagate, si dimette il presidente tedesco Wulff

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17 febbraio 2012

Vacanze pagate e prestiti privati. Il presidente tedesco Christian Wulff non ha retto allo scandalo e ha deciso di dimettersi. “Ho fatto degli errori, ma mi sono sempre comportato in modo corretto”, ha annunciato Wulff dopo due mesi di attacchi e speculazioni sulla stampa tedesca per un prestito privato ricevuto da una coppia di imprenditori e altre vacanze pagate da ricchi amici nel 2008, quando ricopriva la carica di governatore della Bassa Sassonia.

Finisce così la presidenza, e probabilmente la carriera politica, del cristiano-democratico 52enne, scelto da Angela Merkel nel giugno 2010 per sostituire un altro presidente dimissionario, Horst Koehler, ex presidente del Fondo monetario internazionale e sempre uomo Cdu. “Ho deciso di dimettermi per cercare di risolvere quanto prima la situazione”, ha spiegato Wulff, governatore della Bassa Sassonia dal 2003 al 2010 e “Bundespraesident” per meno di 600 giorni (598), dicendosi “convinto” che la procura di Hannover lo “scagionerà su tutto”. Ieri sera infatti, la procura di Hannover aveva fatto richiesta di revocare l’immunità parlamentare al presidente per poter condurre delle indagini a suo carico.

L’ex presidente tedesco, che all’inizio di questa settimana è stato in visita in Italia tre giorni, con i giornalisti tedeschi che continuavano a fargli domande scomode sulla sua “moralità”, è accusato inoltre di avere ottenuto dei favori dal produttore cinematografico David Groenewold, tra cui un soggiorno pagato a Sylt, isola tedesca al confine con la Danimarca, molto amata anche da Thomas Mann. Nelle scorse settimane i media non hanno risparmiato la moglie, la bella Bettina, 38 anni, accusata di avere ricevuto in omaggio dei vestiti firmati da indossare durante le uscite pubbliche. “Gli eventi degli ultimi due mesi hanno sinceramente provato sia me che mia moglie”, ha dichiarato Wulff nel suo breve discorso di addio.

Entro 30 giorni la Germania dovrà eleggere un nuovo presidente. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha dovuto annullare gli incontri in programma a Roma con il premier Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è intervenuta in conferenza stampa poco dopo Wulff, accettando le sue dimissioni con “profondo rammarico”, ringraziando ed esprimendo rispetto per il presidente dimissionario e la moglie. “La forza del nostro stato di diritto è di trattare tutti allo stesso modo”, ha sottolineato Merkel, che ha annunciato delle consultazioni, in programma già domani, con l’opposizione (Verdi-Spd) per trovare un candidato di larghe intese.

Intanto sarà Horst Seehofer (Csu), presidente del Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, e governatore della Baviera, come prevede la Costituzione tedesca, ad assumere l’incarico ad interim fino alla elezione del successore.

Domenica 18 marzo il presidente del Bundestag, Norbert Lammert, convocherà probabilmente una seduta comune per eleggere il successore di Wulff, che nel 2010 riuscì a imporsi solo al terzo turno sullo sfidante Joachim Gauck, pastore evangelico di Rostock, giornalista, attivista per i diritti civili dell’ex Ddr ed ex responsabile degli archivi della Stasi. E potrebbe essere proprio Gauck, classe 1940 il favorito alla successione del presidente dello scandalo, ma si fa anche il nome del presidente del Bundestag Lammert.

Wulff non è il primo presidente tedesco a dimettersi prima della fine del suo incarico (già Koehler nel maggio 2010 si dimise per le dichiarazioni scomode sulla missione militare tedesca in Afghanistan), ma è il primo capo di Stato tedesco a cui viene chiesta la revoca dell’immunità parlamentare.

 

Fonte: TMNews