Cinema

Scarlett Johansson è Lucy

Giorgio Raulli
26 settembre 2014

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Taiwan. La giovane studentessa Lucy (Scarlett Johansson) viene obbligata dal suo ragazzo a consegnare una valigetta al suo posto. E così Lucy viene rapita da un gruppo di malavitosi che vogliono usarla come corriere della droga: con un’operazione chirurgica viene inserita nel suo stomaco una sacca contenente una misteriosa polvere blu. Dopo una colluttazione violenta, il pacchetto nel suo corpo si rompe causando l’assorbimento delle sostanze nell’organismo della ragazza, la quale inizia ad acquisire capacità fisiche e mentali impressionanti. Con l’aiuto del professor Norman (Morgan Freeman), esperto di evoluzione, e del poliziotto francese Pierre Del Rio (Amr Waked) cercherà di sfuggire alle mani del crudele Jang (Choi Min-sik) e di vendicarsi.

Luc Besson riprende una narrazione a lui molto cara, le vicende di una bella protagonista che diviene un’eroina carismatica e spietata contro i cattivi. L’esempio più lampante nella filmografia del regista francese è Nikita (1990), da cui sono nate ben due serie televisive; il film Lucy però si apre alla fantascienza, partendo dal presupposto che una persona sfrutta solo una minima parte delle potenzialità del suo cervello. I classici elementi romantici vengono dimenticati, ma anche l’umanità della protagonista sembra diminuire sempre di più man mano che i suoi poteri crescono.

Il film funziona bene fino a quando subentra una certa lentezza che incide sul ritmo coinvolgente iniziale. Besson opera delle scelte talvolta discutibili, come il montaggio di immagini documentaristiche che descrivono metaforicamente quello che accade nella trama, un’idea nemmeno tanto originale, più consona a pellicole indipendenti e drammatiche che a un action-movie fantascientifico. Il voler elevare troppo Lucy a film con messaggio impegnato purtroppo rovina un po’ l’efficacia della pellicola e il coinvolgimento che, nonostante tutto, non manca mai.

Il pubblico infatti sarà senz’altro attratto dall’azione, dagli attori (in particolare una Johansson molto convincente), e forse anche dagli elementi fantascientifici; Besson ha dato vita ad un thriller atipico, un misto di elementi classici di genere e di una narrazione che strizza l’occhio alle tematiche scientifico-filosofiche che sempre di più si fanno strada nel cinema d’azione: Lucy intrattiene senza problemi, ma purtroppo si percepiscono in alcuni momenti delle ambizioni che non vengono però soddisfatte, e questo potrebbe anche stancare lo spettatore. Nelle sale italiane dal 25 settembre.


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