Musica

Schiff incanta il pubblico con Schumann e Beethoven

Daniel Seminara
21 gennaio 2013

Secondo la mitologia i Titani erano ritenuti esseri dotati di forza sovrumana e in grado di tenere testa agli stessi Dei dell’Olimpo. Il 12 gennaio, nella Große Sendesaal di Hannover, András Schiff sfida con un programma titanico due tra i più grandi Dei della storia della musica: Beethoven e Schumann.
Schiff, ungherese di nascita ma oggi cittadino britannico, è considerato uno dei più grandi maestri della tastiera. Classe 1953, è riuscito ad imporsi all’attenzione del pubblico con le sue interpretazioni della musica di Johann Sebastian Bach e dei grandi compositori classici come Beethoven, Schubert e Schumann. Nel 1990 la sua registrazione dell’integrale delle Suites Inglesi ottiene il prestigioso Grammy Award. Coinvolto anche in questioni politiche, Schiff non ha mai mancato di far sentire la sua voce contro i potenti di turno, arrivando a rinunciare alla cittadinanza ungherese prima e a quella austriaca poi come segno di protesta.

Il programma della serata vede dunque protagonisti i geni di Beethoven e di Schumann. Si comincia con la Sonata No. 30 Op. 109 in Mi maggiore, che si inserisce tra i lavori del tardo Beethoven. Schiff è un pianista nobile e doma il pianoforte con grazia, accarezzandolo senza perdersi mai in leziosismi. Dopo Beethoven è la volta degli Studi Sinfonici di Schumann, di cui Schiff suona la prima edizione. Il filo conduttore degli studi è un tema e variazioni del Barone Von Fricken.
La seconda parte della serata si apre con la Sonata Op. 101 No. 28 in La maggiore: è uno Schiff trasfigurato. La musica di quella che era la sonata preferita da Richard Wagner scorre, e dalla melodia infinita dell’Allegretto si passa alla Marcia, che Schiff interpreta come quella di un esercito di cristallo, dall’Adagio all’Allegro finale. È magia.

L’ultimo brano in programma è la monumentale Fantasia Op. 17 in Do maggiore di Schumann, brano di cui si potrebbe parlare a lungo e che ha riscritto la storia del pianoforte. Schiff mostra tutte le sue doti in un’interpretazione di grande carattere. Per nulla affaticato, il pianista sembra voler proseguire il concerto, proponendo come bis il primo numero del Clavicembalo Ben Temperato di Bach e un’altra pagina di Schumann, l’Arabesque. Largo alla standing ovation meritatissima per questo pianista in grado di regalare emozioni così grandi.

Daniel Seminara


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