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Arte

Scienza e Futuro: Space Renaissance Italia a Milano. Intervista ad Adriano Autino

Roberto Guerra
3 maggio 2014

Space Renaissance 2014

Al Politecnico di Milano Campus Bovisa, 8 – 9 maggio, si terrà il primo congresso di Space Renaissance Italia (Napoli, dal 2013, presidente Rino Russo), “Spazio senza Frontiere: un Mondo più Grande è Possibile!”, con presenze importanti: dal Politecnico di Milano la Professoressa Michéle Lavagna e il Professor Franco Bernelli; da Torino il Professor Sergio Chiesa; gli stessi Bignami e Caprara; esponenti di aziende del settore quali Fabrizio Boer di Ship In Space, Luca Rossettini di D-Orbit, Franco Fossati di Aviospace, Valerio Striano e Franco Cearbolini del consorzio Antares, Mario Cosmo Direttore Tecnico Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Fabio Bisegna, Mario Marchetti, Franco Gugliermetti, dell’Università La Sapienza di Roma, e molti altri.

Hyplane

Da segnalare il piano strategico, tra i principali obiettivi del congresso, da approvare formalmente per poi presentarlo ai media e a potenziali investitori: Hyplane, ipersonico per il Turismo spaziale; Space Renaissance Academy, università di formazione per filosofi dell’era spaziale; il progetto Outreach, in particolare Artistic View, diretto da Elena Cecconi, flautista di fama mondiale e Direttore Artistico di Space Renaissance Italia. Di seguito proponiamo un’intervista ad Adriano Autino, tra i fondatori, presidente di Space Renaissance International, autore di “La Terra non è malata, è incinta!” (presentato a La Sapienza di Roma ), “Three Thesis for the Space Renaissance”, “The Space Renaissance Manifesto….”

D – Asimov o Toffler, parlavano di shock del futuro e di Frankenstein, la crisi contemporanea come effetto di tale sindrome misconosciuta?

Space Renaissance Manifesto...   Adriano Autino

A. Autino – La critica dello sviluppo industriale e tecnologico ha avuto senso nel secolo scorso, per mitigare inquinamento e sfruttamento dei lavoratori: perde ogni utilità sociale quando finisce per aggiungere la propria carica distruttrice alla violenza della crisi. Asimov, genio futurologo, ha descritto un mondo, Trantor, capitale di un impero galattico, in cui la natura era stata distrutta. Fiction e saggistica di grande valore, ma si è spinto a calcolare gli effetti di una crescita demografica costante, al ritmo del ventesimo secolo: nell’anno 3000 la Terra avrebbe 75 mila miliardi di abitanti… trattando la variabile umana senza alcuna attenzione analitica, antropologica, filosofica, scientifica… Come potrebbe la civiltà nell’anno 3000 essere ancora confinata al solo pianeta Terra? Lo sviluppo demografico sarebbe inevitabilmente bilanciato dall’adattamento alle condizioni degli ambienti extraterrestri, mentre la cultura umana farebbe passi giganteschi! Per noi umanisti astronautici è tempo di andare oltre i nostri limiti, ed anche oltre i nostri “santi”!

Info: www.spacerenaissance.it

Roberto Guerra


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