Scozia indipendente dalla Gran Bretagna? “No, thanks”

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
22 settembre 2014

“In Europa vince l’Unione”

Il 18 settembre gli scozzesi han deciso che nel loro immediato futuro rimarranno al fianco della Gran Bretagna. Alle votazioni, infatti, con oltre il 55% dei voti e, un’affluenza all’84% degli aventi diritto, ha vinto il fronte degli unionisti. A poco è servita l’enorme campagna portata avanti con passione e dedizione dai separatisti, che alla fine si sono ritrovati sconfitti con un dignitoso 44,7% dei voti.

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Ma soprattutto, a poco è servita la promessa di Sean Connery (ultra-nazionalista, nonché separatista) che, in caso di esito positivo al referendum, ha affermato di voler far ritorno nella propria patria, la Scozia appunto.

L’Inghilterra ha potuto così tirare un sospiro di sollievo dato che ha rischiato di perdere i giacimenti petroliferi nei mari del Nord e di ritrovarsi una Sterlina svalutata del 10-15% (secondo le stime più ottimistiche) rispetto al dollaro.

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Ma sarà soprattutto il premier inglese David Cameron ad essere tra i più sollevati dalla vittoria del “no” al referendum. In gioco, infatti, oltre alle ovvie perdite economiche, geografiche e demografiche che l’Inghilterra avrebbe subito, c’era anche il suo futuro come primo ministro inglese: per secoli sui libri di storia su sarebbe letto di Cameron come colui sotto il cui governo la Scozia sarebbe riuscita ad ottenere l’indipendenza dal Regno Unito. Fortunatamente per lui ha vinto il “sí” e, avuta notizia dell’esito, ha prontamente dichiarato che manterrà le promesse fatte alla “Scozia del no” di maggiore autonomia economica e politica.

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Ora l’attenzione si sposta in Spagna e Belgio. In questi due paesi la vittoria del “si” avrebbe di sicuro incoraggiato i separatisti baschi e catalani in Spagna e, i fiamminghi in Belgio, ad aumentare gli sforzi per le loro campagne indipendentiste. Ma è soprattutto la Spagna a preoccupare: dopo che il governo di Madrid ha rifiutato che la Catalogna tenesse un referendum sull’indipendenza, i toni all’interno dei palazzi di potere si sono notevolmente inaspriti. La scontro fra Barcellona e Madrid si fa sempre più acceso e l’esito, anche qui, è davvero incerto.