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Cinema

Se avessi bisogno di te, verresti da me?

Sarah Elisabetta Scarduzio
23 maggio 2014

Alabama Monroe[1]

Nella campagna belga vicino alla città di Gand, con il sottofondo di una dolce musica country che culla la loro storia, Elise e Didier si incontrano, si innamorano nel momento stesso in cui si guardano negli occhi per la prima volta e si amano follemente.

Tatuatrice lei, ha il corpo dipinto di tatuaggi che raccontano della sua vita. Cantante di musica bluegrass e suonatore di banjo lui, infatuato del sogno americano, di quel Paese in cui tutto sembra possibile. É lui a coinvolgere Elise nel  proprio gruppo e a farla divenitare la cantante solista.

Alabama Monroe 1[1]

Presto i due generano una bambina, di nome Maybelle, che però si ammala. Così piccola è costretta a  combattere contro un nemico senza volto, crudele e dotato di una terribile forza devastatrice, che non vuole essere sconfitto.

Alabama Monroe, sono Elise e Didier. Sono Elise e Didier che cercano di andare avanti, di superare il dolore, di affrontarlo. Sono loro che cercano di ricominciare. Però il peso è troppo grande e ognuno reagisce alla sofferenza in modo diverso: loro due in maniera opposta. Provano a restare uniti, Didier a salvare Elise dall’isolamento interiore in cui si è chiusa e dal quale non riesce a emergere. Ma quando lui le porge la sua mano lei non la afferra, non ce la fa. Inesorabile, scena dopo scena, con sempre maggiore violenta drammaticità, la sorte li allontana fino a dividerli e a non farli ritrovare mai più.

Alabama-Monroe-maybelle[1]

Candidato all’oscar come miglior film straniero nel 2014 e vincitore del premio César, Alabama Monroe è diretto dal regista fiammingo Felix Van Groeningen, che crea la sua opera basandosi sulla pièce teatrale ispirata alla vita di Johan Heldenbergh, lo stesso protagonista maschile che ne è anche l’autore.

La colonna sonora che accompagna Elise e Didier è meravigliosa e i due interpreti, Veerle Baetens e il sopra citato Johan Heldenbergh, sono brilllanti e intensi, come cantanti e come attori, ed è in loro tutta la fervida energia dell’opera, anche se a tratti essa sembra ricordare il poetico film di Valérie Donzelli, La Guerra è dichiarata.

The-Broken-Circle-Breakdown-Alabama-Monroe-08[1]

Una tragedia struggente, capace di catturare emozioni estremamente forti e reali che appesantiscono il cuore, destinato alla fine a trovarsi indebolito come se avesse esso stesso personalmente condiviso una parte di quanto raccontato.

Sarah Elisabetta Scarduzio


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