Sex

Se lei ha mal di testa un po’ troppo spesso…

Lara Bottelli
3 aprile 2013

Quattro donne su dieci non hanno rapporti sessuali appaganti.  Ci vuole fegato ad ammetterlo, ma purtroppo è quanto emerge dallo studio pubblicato recentemente su “Obstetrics & Gynecology”. Un dato eloquente, sintomatico di un problema molto più diffuso di quanto si pensi: il tanto temuto calo della libido femminile.
Analizzare le causa e andare al cuore della faccenda non sempre risulta facile: il desiderio delle donne è una faccenda complessa, determinata da meccanismi sia fisici sia psichici, oltre che imbastito da ben noti tabù  – ne sanno qualcosa i nostri uomini, che dalla notte dei tempi si chiedono quali arcani misteri lo governino.
Per quanto riguarda l’aspetto fisico del problema, è d’obbligo citare tra le possibili cause alcune patologie complesse, come il diabete mellito e gli squilibri ormonali causati da ipogonadismo e da ipotiroidismo.
Ed è degli ultimi tempi il riconoscimento del rilevante ruolo del tessuto adiposo nel sistema endocrino. In parole povere e per somma gioia di tutte noi donne che facciamo dell’essere curvy un vanto: il grasso addominale è fonte di estrogeni e quindi il calo della libido può anche essere dovuto all’eccessiva magrezza.
Ma veniamo ora alla questione più spinosa: il coinvolgimento psichico. Ne abbiamo parlato con la psicoterapeuta e sessuologa Barbara Florenzano.
“L’età in cui il calo della libido nella donna è più frequente è quella dai 40/45 anni in su. La situazione può essere dovuta a una moltitudine di fattori diversi: la nascita di un figlio – con conseguente stanchezza fisica, diminuzione fisiologica degli estrogeni ed aumento della prolattina –, rabbia, ansia, conflitti di coppia irrisolti, problemi esistenziali di varia natura, ma anche più semplicemente una bassa qualità del sesso, in cui lui non è prodigo nei preliminari o non riesce a stimolare la donna quanto lei vorrebbe. Non va infine dimenticata la menopausa: lo sconvolgimento ormonale di questo periodo infatti può generare anche pesanti sbalzi di umore; mentre il corpo della donna cambia e lei stessa deve imparare a convivere con una nuova sè.”
Come fare, dunque?
“Come è ovvio, per ogni causa specifica ci sono soluzioni diverse, che per di più cambiano da individuo a individuo. In generale il mio consiglio è quello di accettare il problema e cercare di risolverlo con serenità, ma senza impigrirsi lasciando che le cose si mettano a posto da sole : nella maggior parte dei casi non lo faranno.
Ad esempio, nel caso in cui il calo del desiderio sia da ricollegare alla rabbia, l’unica soluzione è sedersi e ascoltare, discutere, affrontare la questione; e se questo non funziona sarebbe bene farsi aiutare da un terapeuta di coppia.
Se il problema è invece la bassa qualità del sesso, allora entriamo in gioco noi sessuologi : è importante informarsi, seguire eventualmente un corso di rieducazione, imparare a conoscersi sotto le lenzuola – non è mai troppo tardi per migliorare le proprie doti amatorie.
Fa eccezione a sè il periodo dopo il parto, durante il quale la cosa migliore da fare per un padre che si sente un po’ trascurato è avere pazienza, aspettando che gli ormoni femminili si riassestino e che il rapporto madre/figlio si sviluppi, con un progressivo distacco.
Se invece l’ostacolo a una sessualità serena è un momento personale difficile, per prima cosa può rivelarsi d’aiuto già soltanto prendere coscienza del fatto che il desiderio sessuale è legato a tutti gli altri aspetti della nostra vita. Non siamo automi, ed è naturale che il desiderio risenta di una situazione deprimente, pesante o difficile da gestire. E poi, se non si riesce a superare il momento difficile da soli, la scelta migliore è quella di farsi aiutare.”
Infine, la temutissima menopausa: certamente un momento problematico per ogni donna e che ognuna affronta in modo diverso a seconda della propria soggettività e del proprio vissuto. “Influiscono sul modo di affrontare questo delicato periodo – spiega la dottoressa Florenzano – diverse variabili individuali, come ad esempio cambiamenti ormonali (differenti da donna a donna), il modo in cui la donna ha vissuto la sessualità fino a quel momento, le modifiche che il suo corpo subisce, gli eventuali sbalzi d’umore dovuti agli ormoni, il fatto che sia sposata o no, che abbia o meno avuto figli etc. E’ infine doveroso sottolineare che per alcune donne post menopausa il desiderio sessuale si assesta su un livello più basso e questa nuova condizione non sempre viene percepita come un problema, per altre invece si tratta soltanto di un momento di passaggio superato il quale la donna può scoprire un nuovo modo di vivere la sessualità, anche qualitativamente migliore di quelli sperimentati fino a quel momento.”
I consigli della nostra sessuologa sono rassicuranti. Per dirla con britannica flemma, “keep calm”: il calo della libido è un problema complicato e spiacevole, ma, il più delle volte, non è nulla che non si possa risolvere con un piccolo aiuto, comprensione e amore di noi stesse.

Lara Bottelli


Potrebbe interessarti anche