Motori

Sebastian Vettel e Red Bull: campioni del mondo per la quarta volta consecutiva

Davide Stefano
29 ottobre 2013

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Grazie alla sesta vittoria in campionato nel GP dell’India, il pilota tedesco e la scuderia austriaca hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere imbattibili. Vi è chi dice che chiunque avrebbe vinto con la macchina di Vettel, che è soltanto merito del genio di Newey se il pilota ha conquistato tutti questi record, e via dicendo. Certo, lo strapotere di Red Bull in questi quattro anni è stato notevole: più precisamente, in due stagioni (la presente e quela del 2011) si è trattato di un dominio assoluto, mentre nel 2010 e l’anno scorso il titolo è arrivato a fatica, ma la vettura è emersa comunque come la migliore del lotto. Le doti tecniche dell’auto tuttavia non bastano: Sebastian Vettel è un pilota perfetto, impeccabile, velocissimo, che non sbaglia mai.
I tempi di Senna, Lauda, Prost e del “Kaiser” Shumi sono passati: nella loro epoca la macchina contava ben poco, l’importante era il valore del pilota. Ora è invece l’automobile che tira l’ago della bilancia verso di se per quanto concerne le potenzialità di vittoria. Grazie a soluzioni tecnologiche sempre più avanzate e ai team che compiono ricerche e sviluppo su ogni componente, le caratteristiche specifiche delle vetture condizionano radicalmente gli esiti delle competizioni.
Dall’anno prossimo le regole del “circus” cambiano profondamente grazie alla reintroduzione dei motori turbo con un abbassamento delle cilindrate. Vettel riuscirà a dimostrare che con una nuova macchina può essere ancora un volta campione del mondo? O altrimenti l’unica soluzione per mostrare le sue doti sarà il cambio di scuderia?

Davide Stefano


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