Musica

Sensazioni che aprono le porte della musica

Daniel Seminara
24 maggio 2014

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Apparentemente parte di due mondi differenti, Robert Schumann ed Helmut Lachenmann condividono un percorso che ai due estremi trova la piena maturazione del romanticismo e la ricerca che porta al centro l’estrema scomposizione e eviscerazione del suono. L’inedito accostamento dei due compositori è al centro della quattordicesima edizione di Kammermusikfestival!. L’evento è stato promosso dalla Musikhochschule di Hannover, che ha effettuato una panoramica di alcuni dei brani più caratteristici di questi due compositori, mettendoli a confronto direttamente tramite la loro musica.

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Lachenmann è sicuramente il compositore che nell’ultima generazione più ha lavorato la materia sonora, cercando con artigianato costante di superarne i limiti e di ampliare i confini della percezione. Lungo i vari concerti vengono messi in luce diversi momenti della produzione di Lachenmann e, in particolare, l’appuntamento del 14 maggio scorso si è configurato come forse il più importante dell’intero Festival per la partecipazione di Lachenmann stesso, che nell’occasione ha presentato il suo …Zwei Gefühle… per ensemble e voce recitante in una conferenza introduttiva. Lachenmann ha illustrato il percorso formativo del brano, che nasce da un testo di Leonardo da Vinci. Zwei Gefühle sono i due sentimenti che colgono l’uomo nel confrontarsi con la Natura: la paura e il desiderio (Furcht e Verlangen). La paura deriva dall’oscurità della caverna, metafora della conoscenza, ma allo stesso tempo è vivo il desiderio di vedere le meraviglie che vi si possono trovare. Il concerto ha dunque visto l’accostamento di …Zwei Gefühle… a tre pagine schumaniane: Adagio e Allegro op. 70 per corno e pianoforte,  Tre Romanze op. 94 per oboe e pianoforte e Sonata no. 1 per violino e pianoforte.

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Lachenmann stesso ha effettuato la voce recitante in un brano che, sfruttando le potenzialità del grosso ensemble, è riuscito nell’esplorazione della “caverna” del suono. La sensazione è quella di essere proiettati in un ambiente sonoro nuovo che allo stesso tempo provoca stupore e curiosità, e che stabilisce una connessione diretta con la musica di Schumann, che per altri versi è ugualmente capace di sondare l’animo dello strumento. L’ascoltatore non può rimanere indifferente e, una volta presa coscienza delle meraviglie della “caverna” non è più possibile tornare indietro.

Con altri quattro concerti il Festival si concluderà il 4 giugno.

Daniel Seminara
Photo credits: Nico Herzog


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