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Sesso, sms e…

Lara Bottelli
13 novembre 2013

sexting getty

Con l’aiuto della sessuologa e psicoterapeuta Barbara Florenzano oggi parliamo di una tendenza che sta sempre più prendendo piede: si tratta del sexting (neologismo da “sex” e “texing”, mandare messaggi), ovvero l’invio di messaggi o immagini sessualmente espliciti tramite cellulari o mezzi informatici in genere. Il sexting si sta affermando come nuova tecnica di flirt soprattutto nel gentil sesso, dove è un’abitudine per 2 donne su 3, mentre riguarda solo la metà degli uomini.
Ma cerchiamo di capire meglio perché è tanto in voga e a quali bisogni psicologici può rispondere.
“Il cambiamento delle consuetudini sessuali e lo sviluppo della tecnologia vanno di pari passo, non potrebbe essere diversamente visto che la sessualità è uno dei tanti linguaggi che utilizziamo per metterci in relazione con l’altro. Internet e tutti i supporti elettronici che quotidianamente utilizziamo sono soprattutto mezzi di informazione e comunicazione che investono tutti i campi della vita, sesso ed erotismo non fanno eccezione. A questo si aggiunge il fatto che immagini e filmati vanno via via sostituendo la parola, lo dimostra la diffusione esponenziale dei video prodotti e pubblicati per spiegare (trucco, ricette culinarie, ecc. ecc.) o per mostrare esperienze vissute. I telefoni cellulari e le webcam sono alla portata della maggior parte delle persone, sono solo strumenti aggiuntivi utilizzati per un bisogno di sempre.”

L’utilizzo della tecnologia in ambito erotico può diventare patologico?
“Il confine tra normalità e patologia è sempre una questione “paludosa” quando si tratta di psicologia – spiega la dott.ssa Florenzano – Tralasciando i criteri diagnostici del DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) posso dire che nella pratica clinica quello che mi interessa sono la persona che mi chiede un aiuto ed il suo benessere. Se il sexting è vissuto come piacevole e fa parte della vita sessuale del soggetto insieme a tutte le altre pratiche sessuali (autoerotismo, fantasie, rapporti sessuali completi, ecc ecc) allora non vedo necessità di intervento da parte di un sessuologo o di uno psicoterapeuta. Se invece il disagio c’è solitamente è legato ad un’attività compulsiva, vale a dire ad una dipendenza. Se il sesso viene vissuto soltanto attraverso il sexting come sostituto o surrogato di rapporti sessuali con altre persone allora c’è qualcosa che non va. C’è poi una problema effettivo legato all’uso del cellulare da parte di bambini che possono, loro malgrado, ricevere immagini pornografiche da parte di sconosciuti ma lascio questa delicata questione a sociologi e pedagoghi.”

Il sexting può essere considerato tradimento?
“Il tradimento è un fatto morale e molto molto personale, nel mio lavoro i disagi vengono affrontati indagando le emozioni e le credenze personali e non facendo riferimento a valori stabiliti e accettati come universalmente validi. Cosa vuol dire tradire? E se considerato tale un tradimento può essere superato? Sono interrogativi le cui risposte vanno cercate nel qui ed ora di quel rapporto di coppia, in un contesto che è unico ed irripetibile perché riguarda due persone la cui storia è ricca di sfumature, di esperienze condivise, di significati a volte non esplicitati e sui quali non si è sempre d’accordo. E poi un tradimento, considerato tale da entrambi i partner, può anche rappresentare occasione di cambiamenti positivi per una relazione.”

Quali aspetti negativi e quali positivi ci possono essere nell’utilizzo della tecnologia nell’ambito erotico ?
“Gli aspetti positivi ci sono certo, in un rapporto di coppia di media/lunga durata il sexting può essere utilizzato per mettere un po’ di pepe nella relazione sessuale che spesso, con il tempo, diventa stereotipata, monotona. Rispetto ad un primo approccio l’invio di immagini e filmati molto “espliciti” potrebbe risultare fastidioso per qualcuno e stimolante per qualcun altro, anche in questo caso non ci sono regole. Dal punto di vista del benessere della persona, più in generale, mi preoccupa se un uomo o una donna vivono il sesso solo in maniera “consumistica” staccandolo completamente e costantemente dalla relazione con l’altro. Nell’arco della vita sono contemplati dei momenti di “libertinaggio” ma il cristallizzarsi di questo atteggiamento è, per me, sinonimo di difficoltà relazionale. Un essere umano che non è in grado di vedere l’altro se non come oggetto sessuale porta con sè un carico di solitudine gravoso”.

Lara Bottelli

Photo credit: Getty Images


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