Il mio punto di vista

Sfilate di ieri e di oggi

staff
27 giugno 2012

Da anni ormai non prendo parte alla settimana della moda maschile; in questa Milano così afosa e preoccupata, per contrasto mi viene da pensare ai fasti e alla spensieratezza della “mia moda” negli ormai lontani anni Ottanta.
Ero allora una ragazza totalmente fashion addict che non si perdeva una sfilata di moda, nè un giornale di tendenza. Pat Cleveland era ancora regina incontrastata delle passerelle, con i suoi volteggi acrobatici, e Naomi agli esordi. Erano i tempi della “Milano da bere”, ma anche dell’Europa da inventare e da diventare. L’universo moda era ancora in piena effervescenza, e in Italia Gianni Versace, con i suoi abiti di maglia metallica e il suo genio, era il centro propulsore della creatività e della ricercatezza italiana. In questo panorama così eccitante e spensierato io mi affacciavo, dopo una giovinezza seriosa e da buona ragazza bene, al jet set internazionale.
Il mio mito per eccellenza era Madame Coco Chanel. In una Ville Lumiere che più Lumiere non poteva essere, le sfilate private a Rue Cambon e i ricevimenti pazzi nei locali decò degli Champs Elysee alimentavano le fantasie ed accendevano i sogni di quella ragazzina appena uscita dagli anni di piombo e da una lunga carriera scolastica dalle Suore Orsoline, come si usava ai tempi.
Che cosa di più poteva desiderare la giovane Gabriella che una sfilata tutta per sé e un abito di alta moda della Maison Chanel?
Ed eccomi quindi volare a Parigi in compagnia di Madame Fiamma De Courseille – l’elegantissima PR dell’haute couture della Maison – atterrando rigorosamente a Le Bourget, aeroporto privatissimo di una Parigi al top, dove nel mitico Atelier di Rue Cambon mi attendeva una sfilata di capi di alta moda tutta per me. Il risultato lo potete
vedere nella foto: fu da me indossato in una mitica tre giorni organizzata al Palace di Saint Moritz per celebrare la nascita del primogenito di un thaikoon italo-spagnolo…come era diversa la situazione degli italo-spagnoli ai tempi!
Rimanendo sempre nel mondo dorato di Chanel, ma trasferendoci ora nella mia amatissima Milano: nello stesso periodo si tenne una delle più belle sfilate mai
organizzate, anche se all’epoca la concorrenza nel settore era elevatissima. Parliamo infatti del nostro splendido Castello Sforzesco e in particolare dell’antico Cortile della Rocchetta; qui, in una lontana primavera di fine anni Ottanta, debuttò in Italia Claudia
Schiffer. Giovanissima, bellissima, riecheggiava il mito della dea B.B., solcando regale la passerella che attraversava l’intero cortile, per l’evento addobbato a corte rinascimentale. Fu una cena memorabile, tra candele ed argenti, una scatola preziosa e raffinatissima: le antiche pietre del selciato erano state ricoperte da un meraviglioso
tappeto verde e gli ospiti venivano riparati dall’umidità serale da un architettonico altissimo soffitto, allestito proprio per l’occasione.
Ricordi di un tempo passato che spero ritornerà per mia figlia Rosyana, malgrado gli eurobond, la Grecia, le banche e gli italiani ridotti al collasso. In realtà non sono del tutto sicura che quel periodo dorato possa riproporsi in tutta la sua magnificenza, ma sono felice di aver potuto vivere e di poter essere qui a raccontare esperienze di vita e
talenti di moda forse irripetibili, ma sicuramente indicativi di una creatività e di una genialità imprenditoriale che ancora è presente e forse pronta a risvegliarsi sotto le ceneri di una crisi mondiale.

 

Gabriella Magnoni Dompé