Alexander McQueen

Alberto Corrado
4 ottobre 2015

L’intreccio fragile e affascinante tra vita e morte era senza dubbio una delle principali ispirazioni nel lavoro di Alexander McQueen, uno di quei pochi uomini per il quale non è eccessivo utilizzare la parola “genio”.

Dalla sua scomparsa, nel 2010, la talentuosa Sarah Burton ha preso la guida della Maison, interpretando in maniera innovativa, ma sempre coerente, l’anima di McQueen.

La collezione presentata alla Paris Fashion Week, prende spunto da un romanticismo bohémien, dove ogni abito è un capolavoro di maestria sartoriale. Femminile, ma non scontata, drammatica quanto basta, onirica, come vuole lo stile del brand, la collezione mischia abiti lunghi cosparsi da ruches a vestiti in pizzo da indossare con pantaloni maschili, jeans strappati a marsine asimmetriche, robe in maglia a slipdress di pelle ricamata.

La palette di colori gravita fondamentalmente intorno ai due grandi opposti: il bianco e il nero. Il bianco si fa tenue e in passerella scorrono nuvole di un vago color cipria, che ricordano gli abiti di Virginia Woolf. Il nero è pieno e ricco di trasparenze, d’incrostazioni fatte con altre stoffe e di sovrapposizioni fruscianti e sontuose.

Rari gli accenni colorati, come la giacca con code rossa e il lungo giaccone di jeans ricamato a fiori. E sono stati proprio i ricami a riempirci gli occhi: applicazioni tridimensionali, ricami di punti fitti e fatti con fili lucidi, intarsi a contrasto per volare come uccelli in un’illustrazione antica.

  • ALEXANDER MC QUEEN 1
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
  • Alexander McQueen RTW Spring 2016
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