Alexander McQueen

Mirco Andrea Zerini
10 gennaio 2016

Un’ambientazione scura e tenebrosa introduce la sfilata di Alexander McQueen che per il prossimo autunno/inverno ha portato in passerella un uomo che sembra riecheggiare a tratti l’austerità e il mistero che avvolgono il protagonista del romanzo di Mary Shelley, Frankenstein.
Il nero domina tra le cromie, spezzato saltuariamente dal bianco latte, dal cammello, dal grigio e dal rosso sangue che induce una sensazione di timore nel pubblico del front row.
Un uomo sicuramente molto elegante che indossa completi gessati, lunghi cappotti con ricami ton sur ton, trench con fantasie floreali black and white e capispalla doppiopetto senza maniche che si allungano sotto il ginocchio.
Da notare la maglieria portata sotto i completi più formali e rigorosamente abbinata a camicie dal taglio classico, oltre ad una fantasia ricorrente come un ritornello da colonna sonora: su cappotti, pullover, giacche e pantaloni ecco sfoggiata una “sinfonia” di farfalle dai colori cupi.
I volumi sono estremamente equilibrati e le figure maschili sottolineate da linee pulite e tagli sartoriali per un catwalk in cui non c’è poco spazio per gli accessori, che potrebbero infastidire l’uomo pragmatico firmato McQueen. Unica concessione sono i piercing che collegano labbra e orecchie grazie a catene ricche di pensagli metallici, utilizzati anche per impreziosire alcuni dei capi della collezione. Ai piedi sneakers in pelle bianca o anfibi total black.
Una sfilata che non tradisce lo stile della celebre Maison e che sicuramente avrà lasciato un mix di sensazioni contrastanti a coloro che l’hanno ammirata da vicino.

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