Angelo Marani

Marisa Gorza
20 febbraio 2013


Contrasti, dualismi, bisticci… La moda dell’inverno a cavallo tra il 2013 e il 2014 si esprime spesso con proposizioni antitetiche e che pur convivono in armonia, perfino nella stessa sfilata. Angelo Marani, non senza una sottile ironia, sa raccontare la duplicità di una donna angelicata (forse dal suo nome?) e una diavoletta seducente e malandrina.
Dolce e soave è la silhouette esaltata dal bianco puro del nuovo tailleur in panno di cashmere, o in contemporaneo tessuto scuba, che accarezza il punto vita. Niveo è anche il breve paltoncino a godet come pure il pellicciotto a micro volant di murmanski, il pull-nuvola in mohair soffice e lieve. Tuttavia tra tanto candore si insinua ed emerge intarsiato e nerissimo l’asso di picche delle carte da gioco, quasi ad annunciare che sono in arrivo i sinuosi abiti neri della notte fatale, pronti ad evidenziare le curve con squarci e intagli pieni di sensualità e malizia.
Luce e tenebre: le architetture delle mise oscure sono tempestate di ricami luminosi che aggiungono mistero, mentre rose color carminio si stagliano disegnate in ciniglia e paillettes sui cappotti dalla linea a uovo e dalle maniche a kimono.
Irresistibili pure gli accessori tra i quali i tronchetti bicolore con tacco a spirale, i bijoux grondanti pietre e cristalli, le borse costruite con preziosa stoffa da arazzi Gobelins.

Marisa Gorza