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Angelo Marani

staff
18 settembre 2013

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E’ la natura più antica e incontaminata, quella pervasa da suggestioni selvagge, proprie del Tanzania Serengeti Park, ad animare la passerella estiva di Angelo Marani. Manti di ghepardi, tigri, zebre e giraffe si mescolano a stralci di flora rigogliosa sui vestitini setosi, corti e lunghi, dalla linea scivolata e dal corpino sorretto da bretelle agganciate. L’istinto ferino e la tecnologia più avanzata si compenetrano e si compensano, così i tessuti da scuba e reti ignifughe dei bomber si riempiono di macule animalier, voli di farfalle tridimensionali, bizzarri profili di tucani… Tuttavia una zip scintillante percorre da cima a fondo il tubino aderente e gli ariosi mini abiti da sera, color nero notte, sono cosparsi da mezzo milione di macro paillette metalliche, lucenti come stelle.
I colori dell’alba, come pure del tramonto africano: giallo, rosso fuoco e arancio fanno da romantico sfondo a due ghepardi innamorati che sembrano sul punto di baciarsi e regalano ulteriore espressione ai capi compositi a strati fluidi. Mentre l’azzurro di certi fiori si tuffa nel blu oltremare variegato di turchese dei blouson in pitone. Pellame usato pure per i sandali chanel dal tacco e punta slanciati e appuntiti. Per un passo più ferino e indomito che mai.

Marisa Gorza

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