Angelo Marani

Marisa Gorza
19 febbraio 2014

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Art Decò, Jugendstil, Liberty, nonché riminiscenze storiche e profondo studio della psiche. La moda dell’inverno a cavallo tra il 2014 e il 2015 si fa colta e impegnata, il tutto filtrato da una divertita ironia. Naviga tra i movimenti artistici e filosofici di fine ‘800 e inizi ‘900, ma come in un random assolutamente casuale.
Angelo Marani racconta, senza un rigido e noioso ordine cronologico, l’evoluzione delle sperimentazioni pittoriche che diventano interessanti capi legati al bello del passato e al meglio del presente. Difatti, se il matelassé del’ampio capo-spalla ha la luce soffusa degli ori di Klimt e le macchie di leopardo del morbido tailleur dalla gonna longuette si intrecciano in un florilegio Art Nouveau, l’anima della stoffa racchiude performance high tech. Tuttavia il duplice gioco non riguarda solo l’iconografia storica: ogni pezzo, grazie ad un ingegnoso studio di zip, è completamente trasformabile e a doppio uso.
Intanto le geometrie ad angoli retti di Josef Hoffmann ispirano motivi di intarsi con svariati tasselli e intagli anatomici di un malizioso pizzo trasparente, mentre i quadrati e i rombi del divano del dottor Freud si spostano sul tubino aderente, sottolineati da file di paillettes. Totalmente d’epoca moderna solo invece i paltoncini al ginocchio in visone naturale dal collo alla coreana e manica tre quarti, arricchiti però dai grafismi in rosso e nero.
Poi con un salto secolare i paesaggi verdi e azzurri dell’Impressionismo francese esplodono nelle macchie della pittura “irascibile” e il cerchio si chiude con i coloratissimi fiori astratti stile Jackson Pollock.

Marisa Gorza

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