Antonio Marras

Luca Antonio Dondi
27 febbraio 2016

Vasche antiche in ceramica colme di canne di fiume e vegetazione rigogliosa sono la cornice della sfilata autunno-inverno 2016/2017 presentata da Antonio Marras. Romantica ma malinconica, quasi poetica e sognatrice, la collezione dello stilista sardo è un patchwork di tessuti, stampe, trame e stili, per una donna libera da ogni convenzione.
L’ispirazione del designer è Adele Hugo, figlia del celebre scrittore Victor Hugo, figura femminile forte e sicura di sé, nonostante le delusioni d’amore che la portarono a sviluppare i primi sintomi di schizofrenia già in giovane età. La collezione, infatti, parte in maniera cupa con abiti e capispalla in cui il nero si fa protagonista, ma pian piano iniziano a germogliare rose canine e bouquet romantici sugli ampi gonnelloni, sulle bluse semi-trasparenti e sulle cappe in pelliccia. Poi entrano in scena pattern rigati, maculati con inserti in visone colorful, abiti tartan, pantaloni larghi, gilet patchwork e parka destrutturati, movimentando e arricchendo la collezione.
Preziosi i ricami floreali e i dettagli in pelliccia che ci ricordano che fuori è inverno nonostante pare sia sbocciata la primavera sugli abiti.
Un Antonio Marras nell’insieme scenico, magico e spettacolare, che chiude la sfilata in bellezza con un pijiama in seta azzurra e stampa floral, accompagnato da una maxi stola in pelliccia rossa con ricami barocchi.

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10