Antonio Marras

Luca Antonio Dondi
25 febbraio 2017

Se esiste un luogo in cui moda e arte si ritrovano periodicamente per dialogare e insieme amalgamarsi quello è la passerella di Antonio Marras. Lo aveva già dimostrato altre volte, l’ultima in ordine tempo un mese fa quando alla canonica sfilata per la Moda Uomo preferì una serie di performance inserite nel contesto della sua mostra Nulla dies sine linea alla Triennale di Milano.

Ora, per Milano Moda Donna, riprende il format del défilé classico inserendo qua e là performers e modelle âgée e unificando l’uomo e la donna che, senza remore, condividono i capi del guardaroba in un mix & match di stampe genderless e tessuti universali. I volumi, scivolati e un po’ over alla Marras, si accostano a tagli asimmetrici e patchwork all over. Per lei blazer e spolverini, gonne ampie e pencil skirt, abiti midi e pullover oversize; per lui parka e cappotti, pantaloni fluidi, maxi cardigan e pullover, completi giacca-pantalone. Rose e fiori intricati dal sapore gotico, broccati decadentisti, tartan, quadri e righe insieme in un’unione che fortifica. Gli abiti a pieghe in velluto azzurro e giallo paglierino ricordano le dive del passato mentre l’ensamble di tulle e pizzo rimanda a un romanticismo d’antan.

Antonio Marras, artista ancor prima di essere designer, conferma la sua genialità e il potenziale creativo che con ogni collezione trasmette al pubblico. L’orgoglio per la sua terra, l’amata Sardegna, e la passione per la moda danno vita a collezioni forti che veicolano un messaggio di eterogeneità, unione e uguaglianza, valori fondamentali in un periodo in cui, purtroppo, tali principi vengono spesso messi in discussione.