Burberry

Martina D'Amelio
20 febbraio 2017

La Makers House di Londra accoglie l’esclusiva February collection di Burberry firmata da Christopher Bailey: un inedito mix tra couture e ready-to-shop, nel segno dell’arte di Henry Moore.

Pioniera del genere see now, buy now, la casa di moda inglese anche questa volta punta tutto su pezzi iconici che fanno subito breccia, ma aggiunge quel tocco in più grazie a un racconto inatteso – quello che sottende alla mostra itinerante Henry Moore: inspiration & process, che rimarrà aperta al pubblico nella nuova “casa” del brand fino al 27 febbraio, prima di spostarsi a Parigi, Tokyo e Los Angeles.

La linea si pone come omaggio all’arte dello scultore britannico, specializzato in corpi umani dalle forme sinuose e primitive. Ma non è solo la sua opera ad aver ispirato Bailey: le immagini del suo studio, i suoi ritratti, scalpelli e attrezzi da lavoro. C’è un po’ del suo grembiule a righe nelle striped shirt oversize in seta che si allungano fino a coprire le mani; le morbide onde sono ricamate come disegni scultorei sulle felpe unisex; i colori prevalenti sono quelli del lavoro di Moore, dal grigio cemento al bianco polvere, dal nero ebano al blu d’ispirazione workwear; gli chemisier si animano di schizzi, le lavorazioni in maglia prediligono forme avvolgenti. Il check non può mancare, decostruito in forme cut out, ma ciò che più colpisce sono i ricami lace e le applicazioni di perle, che ingentiliscono le forme fino a rivelarsi prepotentemente nel finale, protagonisti di 78 cappe couture in limited edition per lui e per lei, naturale corollario del lavoro di Moore (che, infatti, saranno esposte alla mostra). See now, buy now, admire now.