Chanel

Martina D'Amelio
7 marzo 2017

Karl Lagerfeld trasforma il Grand Palais in una base lunare per la sfilata autunno-inverno 2017/2018 di Chanel: una vera e propria Odissea nello spazio (dello stile).

L’ultimo giorno della Paris Fashion Week è sempre ricco di sorprese, ma pochi sanno ancora stupire come il Kaiser, che questa volta posiziona sotto la cupola della sua personale space station un razzo griffato in scala 1:1. Tre, due, uno e in passerella decollano abiti futuristici indossati da astronaute dai capelli cotonati che sembrano uscite da un film degli anni Sessanta. Non basta nemmeno l’incedere di Gigi Hadid per riportarci alla realtà: sarà la fascia per tenere indietro la folta chioma o la sua tuta spaziale pied-de-poule? Le colleghe di missione, dal canto loro, sfoggiano tailleur di tweed white/silver, montoni metallici oversize, casacche e tubini dal collo ampio e rotondo che ricordano da vicino la classica divisa, leggings spalmati, midi dress stampati a motivo astronaut o lunar e completi iridescenti nelle tonalità aliene del viola e del verde.

A completare questa raffinata uniforme spaziale sono accessori già virali: gli stivali bicolor dal tacco squadrato e i bagliori glitter, le fasce per capelli con pietre applicate, la borsa a forma di shuttle o di disco volante, i guanti metal, le mascherine a specchio, le maxi bag portate sotto braccio come pochette e le cappe matelassé. Una collezione/missione che punta soprattutto alla femminilità, come dimostra il gran finale: un tripudio di cristalli ricamati a mo’ di galassie tra tulle, seta e piume total black. Sarà un caso, ma film come Barbarella e Odissea nello Spazio sono sbarcati al cinema proprio nel 1968, l’anno dell’emancipazione. E nonostante la presenza sul catwalk di qualche figura maschile cara al designer (tra cui il piccolo Hudson Kroenig con padre al seguito) l’unico uomo capace di rubare la scena a queste astronaute chic è proprio lui, il Rocket Man Karl Lagerfeld. Che saluta una nuova, gloriosa era femminista e saluta il decollo del suo razzo dalla doppia C. Verso l’infinito e oltre.