Chloé

Luca Antonio Dondi
28 settembre 2017

La primavera-estate 2018 di Chloé vede il debutto di Natacha Ramsay-Levi alla direzione creativa del brand.

La designer francese prende il posto di Clare Waight Keller (ora creative director di Givenchy) e traduce la filosofia di Chloé. Un linguaggio, il suo, che si è consolidato da Balenciaga prima e Louis Vuitton poi, grazie al costante supporto dell’amico Nicolas Ghesquière, in prima fila ad applaudirla.

E ora, la prima avventura da solista: il punto di partenza di Ramsay-Levi è la femminilità delicata e la forza interiore della donna che già la fondatrice del brand Gaby Aghion negli anni Cinquanta cercava di trasmettere attraverso le proprie collezioni. Così, ecco spuntare in passerella abiti vittoriani a balze, slip dress e gonne midi, blouson e pantaloni in rettile, completi in velluto e soprabiti in pelle. Ci sono i riferimenti al mondo equestre che vedono protagonisti top e pullover portati dentro ai pantaloni skinny a vita alta, a loro volta indossati all’interno di stivali in pelle traforata, e poi il gipsy style protagonista con texture floreali alternate ai pattern animalier. A catturare l’attenzione ci pensa una stampa pseudo surrealista che si preannuncia già come la prossima protagonista del prossimo festival di Coachella.

Rivisitazioni delle iconiche borse Drew e Faye insieme agli stivali e ai desert boot completano lo spirito boho-chic di questa collezione: lo stesso che ha reso celebre la donna Chloé e che Natacha Ramsay-Levi ha saputo valorizzare al meglio in questo nuovo inizio.