Chloé

Luca Antonio Dondi
2 marzo 2017

È stato il capitolo finale per Clare Waight Keller che, con la sfilata autunno-inverno 2017/2018, dice addio a Chloé. Dopo sei anni di successi, la designer inglese lascia la direzione della Maison parigina, confermando quei rumor iniziati già alla fine del 2016, con una collezione che unisce il gusto bon ton iconico di Chloé con quello spirito bohémien portato in auge proprio dalla Waight Keller.

Un tributo al glamour degli anni ’70 e ’80, fatto di tutine e bluse aggraziate, geometrie psichedeliche, pantaloni larghi portati a vita bassa, spalle pronunciate nei blazer e capispalla in shearling e pelliccia. Ma si riconosceva negli ampi colletti delicati, nelle classiche mary-jane e nei pizzi floreali anche quel tocco Sixities alla Marianne Faithfull – tra l’altro seduta in prima fila – capace di dare un twist ricercato e romantico alla collezione. Si fa strada poi quell’allure parisienne che in un capo Chloé non manca mai: trasparenze gentili, chiffon svolazzanti, fiocchi très chic, minidress sofisticati con fiori, stelle e grafismi ispirati ad Alice nel Paese delle Meraviglie. Ad imporsi come sigillo d’amore è un abito mini in velluto rosso a maniche lunghe con un’apertura a cuore sul petto, una dedica affettuosa della designer oltre che must have di tutte le fashion-addicted.

Una standing ovation finale saluta l’ultimo défilé di Clare Waight Keller per la Maison che ha ridato vita allo stile bohémien adottando una chiave di lettura femminile e contemporanea, la carta vincente che ha fatto del brand il più ambito ad eventi hipster-glam come il Coachella. L’ultima interpretazione della donna/spirito libero che sarà senz’altro il punto di partenza per il prossimo futuro secondo Chloé.