Christian Dior

Luca Antonio Dondi
23 gennaio 2017

Christian Dior, da sempre, è sinonimo di Haute Couture, e da oggi lo sa bene anche Maria Grazia Chiuri: in un giardino incantato fatto di labirinti e rampicanti floreali all’ombra del Musèe Rodin di Parigi, va in scena la prima collezione Couture firmata dalla designer italiana.

In un periodo in cui il mondo è assillato da pensieri cupi e paure irrequiete, Dior secondo Maria Grazia Chiuri torna a farci sognare con abiti eterei – ma concretamente portabili – e atmosfere bucoliche. Ninfe contemporanee percorrono il labirinto erboso in mise che legano al meglio l’eleganza iconica di Dior con il romanticismo classico di Valentino, alla quale la Chiuri rimane pur sempre legata.

Maschere zoomorfe celano delicatamente il viso delle prime uscite in passerella, dominate dall’iconico blazer della Maison che, di volta in volta, lascia spazio ad ampi revers, colletti vezzosi o persino raffinati cappucci, sempre insieme a un’ampia gonna total black spezzata alla caviglia. Poi prende il via il ballo in maschera di casa Dior, dominato da abiti principeschi e copricapi con piume e fiori realizzati ad hoc dal designer Stephen Jones Millinery. Corpetto con scollo lineare o semplici spalline, collo a barca o scollatura a “V”, strati di balze o voluttuosi plissé, tulle, pizzo e velluto: agli ingredienti principali estremamente sofisticati e femminili si aggiungono i ricami minuziosi e i dettagli squisiti che danno alla collezione quell’imprescindibile nota fiabesca.

Gioielli che riproducono le forme organiche della natura e slippers dal sapore romantico fanno da cornice a degli abiti che, nonostante tutto, parlano da sé. L’Haute Couture che a suo tempo contraddistingueva le collezioni di Monsieur Dior sembra finalmente essere sbocciata ancora una volta negli atelier della Maison parigina, onorata e sapientemente rinnovata – per la prima volta nella storia della casa di moda – da una firma femminile. È solo l’ultimo, in ordine di tempo, dei successi targati Maria Grazia Chiuri, che conferma la volontà di voler stupire e meravigliare sotto l’insegna, ormai sapientemente acquisita, di Christian Dior.