Daks

Luca Antonio Dondi
21 giugno 2015

Moderne divinità dell’antica Grecia sfilano sulla passerella per Daks esibendo una collezione primavera-estate netta, statuaria, pulita. Sui fisici scolpiti dei modelli si adagiano abiti in cotone dall’eleganza formale, camicie in crepe di seta o viscosa, pantaloni ampi a vita alta o raffinati bermuda. Alla formalità del completo si susseguono pull in cashmere, polo in cotone, gilet e blazer smanicati realizzati con una lana leggera. Nella collezione regna il bianco puro, sporcato talvolta da sfumature cerulee o dalle tonalità sabbia, accostato a una stampa d’ispirazione decò o abbinato a capispalla prestigiosi in cuoio naturale tagliato a vivo e rifinito a mano, altro protagonista della sfilata. Lo stesso cuoio è fortemente utilizzato negli accessori, dai borsoni alle calzature – stringate o sandali – passando per le cinture alte che cingono il punto vita dei modelli. “Mens sana in corpore sano”: questo il motto della collezione, decisamente rispettato nelle scelte audaci ed estremamente raffinate, dettate dal rigore formale e dalla disciplina come in una moderna Sparta.

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