Daks

Jennifer Courson Guerra
15 gennaio 2017

DAKS ha portato i propri ospiti in un viaggio nel tempo, fermandosi in una fumosa Londra anni ’30. Qui, banchieri e agenti della Bank of England hanno sfilato sulle passerelle meneghine, introdotti dalle note del sassofono, simbolo di quell’epoca che rivive oggi sul défilé. Tutto ruota intorno agli archetipi dello stile British: il Principe di Galles, il Pied de Poule e l’immancabile cappotto in lana.
Sono proprio i capispalla a brillare nella collezione, tra linee rigorose, avvolgenti cappe e soprabiti sartoriali. I tessuti esaltano la raffinatezza di ogni dettaglio, come la lana Shetland sostenibile e l’esclusivo gessato DAKS Club Flannel. Lo stile classico e senza tempo del brand assume così un twist tecnologico e moderno. La Londra lontana del passato evocata in passerella si avvicina al presente rendendo lo show vibrante e intrigante, senza il rischio di cadere nella facile nostalgia. E così persino la giacca con oblò aperto sul torace si concilia perfettamente con gli abiti più classici.
L’uomo DAKS, professionale e seduttore insieme, esplora la City a cavallo tra due epoche, lasciandosi affascinare dall’opulenza degli accessori, dalle calzature realizzate con Trickers in vitello spazzolato nero, alle borse ventiquattrore con dettagli argento, passando per guanti, cinture e fermagli. La tavolozza esplora tutte le tonalità del grigio, concedendosi qualche incursione nel blu.