Daks

Jennifer Courson Guerra
17 febbraio 2017

Che Daks dia il meglio di sé nella moda maschile è un dato di fatto e nell’ultimo fashion show quello che mancava era proprio la femminilità. Certo, è legittimo pensare  che questi concetti siano ormai superati – anche a causa dell’avvento della formula della sfilata mista – ma ciò non significa che bastino un maglione smesso e un paio di pantaloni baggy a creare una moda crossgender.

L’intento, se c’era, era pure lodevole, ma il risultato un po’ deludente.  Così, in un calderone un po’ confusionario, si mescolano pantaloni sartoriali, giacche doppiopetto, cravatte, gonne a ruota, collant coprenti da educanda, mocassini e beanie.

La collezione ha comunque degli spunti interessanti, come il classico principe di Galles nei toni del blu, del nero e del grigio, le camicie decostruite, la maxi gonna a pannelli. Cosa aveva in mente Filippo Scuffi? Se il suo intento era creare un prêt-à-porter  portabile e sobria, allora la passerella funziona, ma se il suo voleva essere uno statement fashion, qualcosa è andato storto.

Volumi e proporzioni giocano tra maschile e femminile senza prendere una posizione precisa, la stampa floreale stona e sfuma tra le altre passando inosservata. La palette di neutri è ravvivata solo da un tocco di blu elettrico. Che sia ora di passare alla sfilata mista?