Daks

Marisa Gorza
23 giugno 2013

Si tratta di un poeta o di un musicista? Forse è uno scrittore famoso e magari un aristocratico inglese in partenza per un esclusivo luogo di villeggiatura. Munito di pregiate valigie in coccodrillo e struzzo.  Viaggio nello spazio, ma anche nel tempo per l’uomo che veste il brand  Daks, diciamo intorno al 1930. Destinazione Deauville, dove lo attendono pigre passeggiate lungo il bagnasciuga e soste tra le ortensie in fiore delle terrazze dell’Hotel des Bains.
Sono di prammatica i completi doppiopetto dalle lunghe, azzimate giacche in candido piquet e pure  nei toni di quel  verde azzurrato che ricorda il mare della Manica a tarda primavera. Tuttavia se la stagione è piovosa, ecco il trench nei classici  check alla Sherlock Holmes a rappresentare l’immancabile British Heritage.
Romantico (non nasconderà un segreto d’amore?) e un pochino eccentrico, il nostro gentleman indugia sulle sete a minuscoli motivi cravatteria reiterati sia sulla giacca e i pantaloni a vita alta, sia sulle camicie asciutte-asciutte. Comunque esprime un gusto personalissimo, non privo di una divertita ironia, specialmente quando indossa lo smoking in spugna bianca direttamente sulla pelle, o il maglioncino “inghiottito” dai calzoni, o il costume da bano  d’epoca, intero e a righe marinière.
Il panama sulle ventitré, i guanti, le bretelle, i lucidi gemelli ai polsi e un grosso anello al dito… perché sono i  dettagli a sancire l’eleganza senza approssimazioni.

Marisa Gorza