Delpozo

Luca Antonio Dondi
16 febbraio 2016

Josep Font porta in passerella per l’autunno-inverno 2016/2017 di Delpozo una collezione che va al di là del ready-to-wear e sfiora l’ambiente della couture con abiti quasi scultorei, architettonici.

Proprio come in architettura, il volume e i materiali sono gli elementi che contraddistinguono ed elevano la collezione, mettendo in luce quella che è la struttura degli abiti. Le maniche si gonfiano, il busto si allarga, le gonne a ruota diventano opere statiche. Ma il razionalismo immobile della prima parte della collezione – movimentato però da colori frizzanti come il blu, il giallo, il rosso, il ceruleo e l’accostamento di forme geometriche – lascia il passo, verso la fine, ad un casto romanticismo fatto di gonne in tulle, bluse in pizzo, jacquard e ricami floreali su minigonne, top bustier e abiti da sera.

L’ispirazione per la collezione, come afferma lo stesso Font nel backstage della sfilata, deriva dalle illustrazioni dell’artista italiana Daria Petrilli, le cui opere rappresentano figure femminili malinconiche in cui la bellezze interiore della mente e dei pensieri combatte il senso di solitudine che le circonda. Fanciulle misteriose, solitarie, affascinanti, come una perfetta creazione di Delpozo.

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