Dior

Martina D'Amelio
4 marzo 2016

Le certezze del passato e le domande sul futuro si incontrano nella collezione di Dior dedicata al prossimo autunno-inverno: in passerella va in scena l’heritage della Maison, in attesa di un nuovo direttore creativo.
Dalla dipartita di Raf Simons le redini sono guidate dall’ufficio stile, rappresentato da Serge Ruffieux e Lucie Meier. I due designer scelgono la strada di un placido surrealismo, e portano sul catwalk a specchio un chiaro riflesso della tradizione recente che li ha preceduti.
La classe senza tempo che da sempre contraddistingue il marchio resta intatta grazie alle parigine uscite total black, anticipate dalla classica “bar” jacket; il minimalismo di Simons soppravvive nel caban e nel mini dress caratterizzati da una X di tessuto sul petto, nel collo delle camicie dalla tinta unita a contrasto, in quel desiderio di pulizia pienamente raggiunto dalle midi skirt e nei tubini dalle silhouette asciutte e dalle spalline prominenti. L’off shoulders è rivisitato castamente su capispalla e vestiti, lasciando poco spazio alla seduzione in favore di una decisa affermazione di eleganza, mostrando sovente la maglieria a coste o in soffice mohair. La vena surrealista imboccata dagli stilisti si sprigiona nell’accostamento di stampe disparate tra il paisley e il caleidoscopio, che trova il suo contrappunto nel trucco dark e negli occhiali da sole aviator muniti di lenti mimetiche. Gli accenti animalier e floreali più classici si riconcorrono sulle camicie in chiffon, sui trench e sui monospalla, intrecciandosi con ricami di mani dal sapore vintage.
I due capi dell’ufficio stile scelgono di non osare anche con gli accessori, allungando la classica Lady Dior matelassè e inserendo delle bag dalla tracolla spessa e dalle svariate lavorazioni; i tronchetti stringati in rettile dal micro tacco si preannunciano, come sempre, uno dei prossimi must have.
La canonica ma riuscita collezione suona come un avvertimento, e lascia la sensazione che qualcosa di grande stia per accadere. Sarà Hedi Slimane? Sarà Jonathan Saunders, come ipotizzato dai più recenti rumors? Chiunque sopraggiungerà alla direzione creativa, dovrà fronteggiarsi con lo storico dna di Dior, ma una cosa è certa: al nuovo arrivato si chiederà di certo di osare di più.

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