Dior

Martina D'Amelio
3 marzo 2017

Maria Grazia Chiuri porta in scena al Musée Rodin la collezione autunno-inverno 2017/2018 di Dior: noir et bleu, per una moda che si esprime con i colori della notte ma difende la personalità del quotidiano.

Scriveva Monsieur Christian Dior ne il “Piccolo Dizionario della Moda” del 1954: “Tra tutti i colori, il blu navy è l’unico che può competere col nero, che ha le stesse caratteristiche”. Ed è proprio da quest’affermazione che sembra nascere la linea creata dalla designer italiana, interamente giocata su queste due tonalità – notturne, astrali, quasi magiche. Aggettivi che ben si sposano con la moda eterea, fatta di tulle, lingerie a vista, ricami leggiadri di pianeti, lune e galassie; quei lemmi ai quali la Chiuri ci ha abituati fin dalla sua prima prova per la Maison e che calcano ancora una volta la passerella, riletti nella nuance profonda tanto cara al Couturier. Ma ciò che più colpisce è che non sono i soli.

Il blu Dior infatti è il tramite scelto dalla stilista per affermare una personalità – quella di una donna profondamente cosciente di sé e dei suoi diritti. E che quindi passa con estrema nonchalance dall’abito lungo di paillettes degradé (che ha già fatto sognare tutti, compreso Instagram) alla tuta dei colletti blu realizzata in denim. Una donna che non si separa mai dal suo basco di pelle anche in uniforme da balletto, l’ormai celebre vestito trasparente plissettato. E che preferisce decisamente la divisa da lavoratrice, sintetizzata nel capo “giacca” – dalla celebre t-bar alla rinnovata Chevrier, che somiglia a una pratica hoodie – e nei completi in taffetà lavorati a mo’ di tessuto tecnico. I mille risvolti di una raffinata quotidianità sono rappresentati in passerella anche grazie agli accessori, a partire dalle Lady Dior total blue portate a tracolla dietro la schiena per arrivare alle preziose minaudière, dagli altissimi cuissardes black dal tacco medio alle décolléte 5 cm, dalle sottili cinture allacciate in vita ai choker metallici con il ciondolo a forma di stella. I messaggi femministi? Ci sono più che mai, ma si mostrano meno del solito, racchiusi nell’imprinting: J’Adior.